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Olbia

Con Daniele e Giovanni rinasce il forno di famiglia

di Walkiria Baldinelli
Con Daniele e Giovanni rinasce il forno di famiglia

San Pasquale, i fratelli Cossu rilevano il panificio in cui lavorò il padre 30 anni fa In controtendenza rispetto ai grandi centri la vendita del pane resta un business

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SANTA TERESA. Nei piccoli borghi il forno a conduzione familiare regge agli urti della crisi in controtendenza rispetto al crollo del mercato del pane nelle città. Solo nel 2015 ha registrato un ulteriore calo degli acquisti del 3% in tutta Italia. Nella frazione di San Pasquale ha invece riaperto i battenti l’antico panificio chiuso da più di 5 anni. È gestito dai fratelli Daniele e Giovanni Maria Cossu. Ogni giorno fanno la spola da Arzachena al piccolo borgo che si affaccia sull’arcipelago maddalenino.

Dall’età di 16 anni indossano la divisa da panettiere, da poco vestono i panni di neo imprenditori. Daniele ha 38 anni, Giovanni Maria 35. Per molto tempo hanno lavorato gomito a gomito col padre Ottavio, in un forno di Arzachena, tutti come dipendenti. Ora hanno deciso di svoltare, coronando un loro sogno. «È un ritorno alle origini – raccontano – perché qui aveva lavorato nostro padre negli anni Settanta. Ripartiamo da dove aveva iniziato lui il mestiere, che per tutti noi è più una passione che un lavoro».

Lo storico panificio aveva aperto i battenti nel 1964, nel tempo si sono avvicendate diverse gestioni. «Per ora ci siamo tuffati da soli in questa avventura – dicono – ma presto contiamo di far entrare nella società sia nostro padre che nostra sorella. E un giorno, magari potremmo comprare pure l’intera struttura».

L’aroma del pane appena sfornato invade le viuzze di San Pasquale nelle prime ore del mattino. «Gli abitanti ci hanno accolto a braccia aperte – dicono sorridenti –. Anche perché la nostra è una produzione artigianale. Il pane è tutto lavorato a mano, utilizziamo la pasta madre come lievito naturale. E proponiamo qualità diverse da quelle della grande distribuzione». Nelle ceste in mezzo a rosette, rosoni, sfilatini, panini ai multicereali, pizze, focacce e panzerotti ci sono anche i pani tradizionali della Gallura. «Questo tutto lavorato è un pane speciale – spiegano -, per intrecciare le roselline e le altre parti ci vuole un quarto d’ora. Un tempo veniva preparato in occasioni speciali, con l’aggiunta delle uova è il classico pane pasquale che ancora oggi finisce sulle tavole imbandite dei galluresi. È apprezzato molto anche dai turisti».

L’avventura è appena iniziata per i fratelli Cossu. «Per reggere agli urti della crisi ci stiamo specializzando anche nei dolci, per ora produciamo quelli secchi e le canestre, altra specialità molto richiesta. Inoltre facciamo anche consegne a domicilio, sia a chi non dispone di un mezzo proprio che alle persone anziane».

Il tempo in questo angolo di Gallura sembra essersi fermato agli anni in cui c’era la fila delle persone fuori dai forni, a quando la gente correva nei piazzali al suono del clacson del furgoncino portapane.

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