Obiettivo dopo le primarie «Uniti verso il Comune»
Dopo la vittoria ottenuta da Carlo Careddu parlano gli altri quattro competitori Ma Ricciu annuncia: «Non voglio tornare in consiglio. Il voto peserà al tavolo»
OLBIA. Dopo i seimila e 65 voti si guarda al domani, al voto per il rinnovo del consiglio comunale, il 12 giugno. Nelle parole dei quattro candidati alle primarie del centrosinistra (oltre Careddu, intervistato ieri) c’è grande disponibilità al lavoro unitario. Ma non manca anche qualche esigenza di rendere più chiaro lo scenario, come è il caso di Gianni Ricciu.
Dichiarazione di pace quella di Rino Piccinnu. «Un risultato così ampio che non c'è discussione. Si prende atto che l'intera coalizione ha convogliato voti verso Careddu, è giusto che lui sia il candidato sindaco». Ora? «Sarà compito nostro essere al suo fianco per portare lui e la coalizione al successo». Duemila voti circa sono un risultato significativo anche per lei. «Un'enormità – sottolinea Piccinnu –. Pensavo di vincere intorno ai 1800 voti, ma forse non immaginavamo un coinvolgimento di seimila e più persone. Un'opera di tutta la coalizione non del Pd. Quindi complimenti a Carlo Careddu ma anche a tutti i candidati, ognuno ha portato il proprio tesoretto a questa entusiasmante competizione, senza colpi bassi». Diversamente da altre parti d’Italia. «Qui è andato tutto bene – dice Piccinnu –. Ciò dimostra che l'armistizio firmato qualche mese fa ha tenuto. Fa sperare in una bella campagna elettorale. Fuori dalle parole di circostanza».
Pacate ma non soffocate dalla diplomazia le valutazioni di Gianni Ricciu: «Ho cercato il voto libero, non ho avuto sostegno del partito che era impegnato su Carlo e Rino, né degli altri partiti che per la maggior parte hanno sostenuto Carlo. Quel voto libero lo farò valere al tavolo della coalizione per l'organizzazione delle elezioni». Risultato poco soddisfacente? «Felicissimo» per le seimila adesioni al voto. «Un dato immenso, anche perché le ho volute io le primarie. Però devo dare il giusto valore alle persone che mi hanno dato il loro consenso. Insomma, poche chiacchiere, patti chiari e amicizia lunga».
Chiedergli conferma della candidatura nella lista del Pd, come previsto negli accordi di coalizione, è per Ricciu allo stato delle cose una domanda limitativa. «Penso sia più importante vincere le elezioni – risponde. E spiazza –: Non ho intenzione di entrare in consiglio comunale. Parteciperò se ci sarà un accordo generale di grande maturità». Si riferisce a chi nelle trattative dovrà decidere. Promette lealtà: «Il mio contratto sarà rispettato». Ma quando si lascia sfuggire un «non c’è maturità» si rivela combattivo e libero. «Se ci sarò, sarà per una partita importante. Stà a chi ha la regìa inmano valutare la situazione». Sferzata finale: «A me non piace lo schema vecchio della politica che si è visto alle primarie. Io non regalerò niente, dandolo per scontato. Ritengo che la prossima vittoria sarà anche mia. In campagna elettorale ho detto tante cose, quelle cose le porterò al tavolo della trattativa». C’è da scommettere che il segno della sua campagna elettorale “niente consumo del territorio” con Ricciu tornerà presto all’ordine del giorno, quando si parlerà del Piano urbanistica.
Ha di che gioire Renato Azara: «Risultato? Meglio che ottimo». Esulta per il successo «importante», ottenuto «dal nostro piccolo partito». Per il Partito dei sardi è stato un esordio con il botto. Da zero presenza in Gallura e in città a 576 preferenze assegnate al l'imprenditore del turismo nautico di San Pantaleo. Da "non politico", Renato Azara ha applicato alla politica il dinamismo che lo distingue nell'attività professionale. «Siamo molto contenti – sottolinea –, ora si tratta di andare avanti con i nostri progetti». Il Pds si presenterà alle elezioni amministrative con il proprio simbolo. «Sarà una lista forte _ anticipa Azara –, all'interno della Coalizione, per sostenere una progettualità corposa e importante per Olbia. Insomma, siamo piccoli ma determinati, saremo quelli della politica condivisa non frammentata».
È andata diversamente per Andrea Mascia, il pilota Meridiana. «Un risultato catastrofico – commenta –. Al momento non so cosa farò». Dovrebbe essere in lista con il Pd. «Vediamo, si vedrà con il partito. Ci vuole una riflessione attenta, seria. A vedere i numeri non sono convinto di poter essere utile. Di certo non rinuncio all'idea di dovere lavorare per rendere Olbia più vivibile, per costruire una città europea». Dalle urne 74 preferenze, senza gruppi di riferimento elettorale. «La vittoria l'ho avuta ugualmente perché è stata un'esperienza bellissima. Ho mandato il messaggio, purtroppo non tutto è passato». La delusione:«Sono mancati i voti importanti che mi aspettavo, quelli di quella parte della città arrabbiata contro un certo sistema, che denuncia sentimenti di ribellione ma non li traduce nel sostegno a chi potrebbe essere, come in questo caso con la mia candidatura alle primarie, un punto di riferimento».
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