Gli studenti adottano i monumenti
Il progetto di recupero coinvolge il Falcone di Palau e quattro comuni galluresi
PALAU. Gli studenti dell’istituto superiore “Falcone e Borsellino” in prima linea nella valorizzazione dei beni storici e archeologici di Arzachena, Luogosanto, Santa Teresa e Palau. Partner dell’iniziativa “Adottiamo i nostri monumenti - Gallura 2.0” è la società italiana di fotogrammetria e topografia (Sifet), che mette a disposizione nuove tecnologie per promuovere la cultura dell’innovazione del sistema scolastico.
Il progetto. «L’obiettivo è formare i nostri studenti con metodologie e contenuti in linea con la rapida evoluzione tecnologica e le trasformazioni che il mondo del lavoro sta subendo – spiega il dirigente scolastico Stefano Palmas –. E che comportano, anche in ambito pubblico, nuove competenze professionali. È la prima volta che l’istituto stringe una sinergia con altri Comuni, compresa l’università di Ingegneria di Cagliari e la Sifet». Aggiunge Lina Crobu, referente dei rapporti tra la scuola e gli enti locali. «I ragazzi sono entusiasti, si sentono parte attiva di un progetto innovativo utile a mappare in rete il territorio. Sotto il coordinamento del professore Gianpaolo Aranzanu e della ricercatrice universitaria Giuseppina Vacca, in particolar modo gli studenti delle classi terza e quarta della sezione “Costruzione ambiente e territorio” monitoreranno con rilievi, verifiche, stime e progetti di riqualificazione i monumenti indicati dagli enti».
Cave romane di Capo Testa. Il Comune di Santa Teresa ha già stretto un rapporto di collaborazione con la scuola di Palau. Col progetto “Vivere l'archeologia” gli studenti dei geometri hanno mappato per la prima volta il sito delle cave di età romana. «Il protocollo di intesa ha anche una funzione sociale – sottolinea la Crobu -. Mira a far crescere nei ragazzi la consapevolezza di preservare e custodire un bene pubblico».
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