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Olbia

Sono finiti i soldi: cantiere bloccato per quindici operai

Sono finiti i soldi: cantiere bloccato per quindici operai

Ancora intoppi nel lotto 9 della nuova strada Sassari-Olbia Ben Bouzid (Cgil): in pericolo anche stipendi arretrati e tfr

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OLBIA. Nuovi problemi per il cantiere del lotto nove della Sassari-Olbia. Lavori bloccati come avvenne nel giugno di un anno fa, quando gli operai entrarono in sciopero. La prima parte della nuova quattro corsie, alle porte della città, rischia di non essere completata per chissà quanto tempo. E’ successo che la società che ha vinto l’appalto, la Carrera Noa, ha finito i soldi . In cassa non ci sarebbero gli euro sufficienti per comprare un sacco di cemento. A essere ovviamente coinvolti per primi in questa incresciosa situazione sono i lavoratori. Erano 15 quelli impegnati nel lotto 9.

Venerdì scorso i primi segnali: 5 di loro non hanno visto confermato il loro contratto. Per gli altri dieci un tira e molla terribile: prima licenziati, poi richiamati, poi messi in ferie. Situazione in bilico con l’aggiunta che tutti quanti non ricevono lo stipendio dall’inizio di febbraio e temono anche che, in caso di licenziamento, non ci siano i fondi manco per il tfr.

Ieri mattina una decina di lavoratori hanno manifestato nel cantiere, per far sapere all’opinione pubblica qual è la situazione. Ora sperano che in qualche modo la loro situazione venga risolta. Ieri pomeriggio c’è stato invece un incontro dei lavoratori con i rappresentanti delle tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil di categoria. «Siamo preoccupati per due motivi – dice Hassan Ben Bouzid, della Fillea Cgil Gallura –: intanto per i lavoratori e poi anche per il destino del lotto 9. Per ora gli operai sono stati messi in ferie. Giovedì intanto noi tre sindacati faremo un incontro con i responsabili della Carrera Noa, per vedere se si trovano delle soluzioni. In ballo c’è il lavoro, gli stipendi arretrati e il tfr»

Il problema sembra risiedere nel fatto che, per intoppi burocratici, l’Anas ha interrotto l’erogazione dei fondi alla società che ha vinto l’appalto. «La situazione va risolta – prosegue Hassan Ben Bouzid – anche perché il cantire è a uno stato di avanzamento del 70 per cento. Insomma, in capo a 6-8 mesi il lavoro sarebbe terminato. Dunque sarebbe un peccato se i lavori si bloccassero. Una situazione peraltro comune ad altri appalti nel nord Sardegna. Per questo il primo aprile ci sarà un vertice a Cagliari per vedere inche modo la società nazionale possa ovviare a questi grossi problemi». (en.g.)

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