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La vita di un gesuita tempiese raccontata in un libro

La vita di un gesuita tempiese raccontata in un libro

TEMPIO. In Argentina, nella provincia di Rio Negro, in Patagonia, c’è un lago che porta il nome di un religioso tempiese del ‘600. Il lago si chiama Guillelmo proprio come il gesuita tempiese che...

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TEMPIO. In Argentina, nella provincia di Rio Negro, in Patagonia, c’è un lago che porta il nome di un religioso tempiese del ‘600. Il lago si chiama Guillelmo proprio come il gesuita tempiese che tre secoli fa trovò in quelle terre la morte. Il suo nome era Juan José Guglielmo. Tempiese, faceva parte della Compagnia di Gesù, al cui interno, precisamente nel campo delle missioni, ricoprì incarichi di vertice di alta responsabilità. Nella ricorrenza del terzo centenario della morte, la casa editrice Taphros ha dato alle stampe un racconto storico di Quintino Mossa che ripercorre la vita del gesuita tempiese, a dir poco avventurosa e degna, quindi, di un autentico affresco letterario. Di questo tempiese che solcò l’oceano per evangelizzare gli indios dell’America latina era giusto che si parlasse in quella che è stata la città che gli diede i natali nel settembre del 1672. Un'occasione per Tempio e i tempiesi per scoprire una figura di cui forse non sanno molto potrà essere la presentazione dell’opera di Quintino Mossa in programma in città per il prossimo 7 aprile (ore 18), nella sala conferenze della Biblioteca comunale. Sono, in effetti, tante le curiosità che emergono attorno alla figura del gesuita tempiese che visse tra gli indios Poyas per realizzare uno dei precetti fondamentali della compagnia di Ignazio de Loyola: evangelizzare quelle aree del pianeta in cui il cristianesimo non si era diffuso e fare della religione dei Vangeli un fenomeno realmente globale. Morì però all’età di 44 anni mentre si accingeva a ricostruire la missione che aveva diretto per anni e che un incendio aveva distrutto. Visse durante quello che i libri di storia definiscono il “secolo d’oro” del grande impero spagnolo. Il fatto che sia stato tempiese e gesuita è un dato che non può passare inosservato, visto che nel centro gallurese operavano sin dal ‘600 con grande impegno gli scolopi, membri di un ordine religioso tra i meno affini a quello degli eredi di Loyola. Non a caso a presentare il libro sarà Tomaso Panu, autore di un saggio storico sui piaristi in Gallura. Del suo apporto, durante la presentazione, potrà giovarsi Quintino Mossa, scrittore gallurese, con trascorsi professionali di dirigente scolastico in Argentina, che con Taphros ha già dato alle stampe ben cinque opere: “Abó”, “L’Agliola”, “La Pricunta”, “La Réula” e “Stazzi di Gallura nel tempo”. (g.pu.)

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