La Nuova Sardegna

Olbia

Tra pesci e capodogli arte e architettura si fondono in via Belli

di Serena Lullia
Tra pesci e capodogli arte e architettura si fondono in via Belli

La strada impreziosita dalle opere dello scultore Chapalain Il progetto è stato voluto dalla Fondazione Porto Rotondo

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Maestoso, imponente, luccicante. Un capodoglio albino emerge dal pavimento nero di via Belli tra le onde argentate, preceduto da pesci e calamari. L’arte incontra l’architettura nel progetto di riqualificazione urbana firmato dal giovane artista bretone Emmanuel Chapalain, autore della “Catena alimentare” scultorea di via del Molo. I lavori voluti dalla Fondazione Porto Rotondo e realizzati dal Consorzio sono già cominciati. Saranno ultimati alla fine di maggio.

Patrimonio dell’umanità. Il conte Luigi Donà dalle Rose, creatore del borgo veneziano nel cuore della costa gallurese insieme al fratello Nicolò, crede fortemente nel progetto che unisce arte, architettura, cultura e identità sarda. «Il centro storico di Porto Rotondo un giorno dovrà diventare patrimonio dell’umanità – commenta – . Proseguiamo, anche in memoria di Nicolò, la nostra grande avventura iniziata 52 anni fa: arricchire con nuove opere il centro già culla dell’arte, in cui hanno lasciato la loro impronta diversi artisti di fama internazionale».

Il capodoglio albino. L’idea di far emergere lo straordinario animale dalla passeggiata nasce l’estate scorsa. «L’idea ci è venuta quando abbiamo saputo dell’avvistamento di questo raro esemplare nel canyon di Caprera, all'interno del santuario Pelagos», spiega l'architetto Julio César Ayllón,, una delle menti del progetto. Realizzata in acciaio inox e granito di Orosei, l’animale risalterà al centro della nuova pavimentazione nera di via Belli, assieme a onde, pesci e calamari. «Il sentiero si trasformerà in una passerella – afferma l'architetto –, in cui potranno essere organizzate sfilate di moda, ma anche mostre». L’opera d’arte sarà completata da alcune installazioni alternative di luci. «Il nostro obiettivo è coniugare la vivibilità del territorio con un progetto artistico di grande valore – dichiara il presidente del Consorzio, Gianluca De Fazio –. Abbiamo voluto creare la porta di accesso al borgo sullo stile delle città medievali. Questo è solo il primo passo di un progetto di qualificazione che nei prossimi anni porterà ad avere le piazze, le strade, il porto, la chiesa e il teatro legati tra loro da un filo artistico unico nel suo genere. Un percorso possibile grazie alla Fondazione e al Comune di Olbia che sono al nostro fianco in questa bellissima avventura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative