I giorni galluresi di Gian Maria Testa
TEMPIO. Chi lo ha conosciuto e ne ha apprezzato la musica sa che con la morte di Gian Maria Testa viene meno uno dei tasselli più raffinati e originali della scena musicale italiana degli ultimi...
TEMPIO. Chi lo ha conosciuto e ne ha apprezzato la musica sa che con la morte di Gian Maria Testa viene meno uno dei tasselli più raffinati e originali della scena musicale italiana degli ultimi anni. Dopo avere combattuto per più di un anno contro una malattia che non sempre dà scampo, Gian Maria Testa si è spento, ieri, all’età di 57 anni. La notizia della morte ha comprensibilmente suscitato una forte emozione un po’ dappertutto. Tale è stata anche in Gallura, dove Testa tenne il suo primo concerto in Sardegna, una terra che imparò ad amare sin dagli anni del “militare”. Il ritorno nell’isola nelle vesti di artista avvenne esattamente a Bortigiadas, nel 2000, per la prima edizione di “Deragliamenti”, la geniale rassegna di musiche d’autore messa in piedi dal piccolo e sempre dinamico e intraprendente Comune dell’alta Gallura. Era quella la seconda edizione di un festival che era stato inaugurato l’anno precedente da Vinicio Capossela.
Di Testa e dei suoi giorni galluresi sono vivi i ricordi di chi allora ebbe la fortuna di frequentarlo. Tra questi il sindaco di Bortigiadas, Emiliano Deiana, organizzatore di tante rassegne culturali di qualità. «Ho ricordi bellissimi - ha scritto Deiana in un post su facebook, subito dopo essere venuto a conoscenza della morte dell’amico musicista -, ricordi di una purezza senza tempo. Ma mai copriranno il dispiacere e il dolore di questo addio. C’è un poster, uno solo, in camera mia. È la locandina del primo concerto a Bortigiadas. Ricordo le canzoni, il canto in piazza dove, finito il concerto, finisti a cantare una tasgja con il Coro Gabriel. E la curiosità per quel canto». Era il 2000 e lo scenario era quello di un angolo di Sardegna che non poteva non provocare potenti suggestioni su Gian Maria Testa. Ferroviere per tanti anni, gli era toccato di suonare a poca distanza dai binari di un treno che, arrampicandosi magicamente per la collina, si attorciglia su sé stesso per andare avanti. Un passo indietro e due avanti. Un po’ come la vita, a volte. Occorse però un’altra edizione di Deragliamenti per propiziare il ritorno di Testa a Bortigiadas, esattamente dieci anni dopo. Un ritorno preceduto dall’apparizione all’Agnata, nel 2007, per il tributo a De André di “Time in jazz”, insieme a Paolo Fresu e Lella Costa. Ricordi in musica che rimarranno a lungo incisi nella memoria di chi allora ebbe la fortuna di essere presente. (g.pu.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
