La protesta di Baratta si fa dura
Gli abitanti aspettano risposte sulla messa in sicurezza del rione
OLBIA. Lo scorso 5 febbraio avevano scritto al presidente della Regione Francesco Pigliaru e agli amministratori comunali olbiesi: chiedevano notizie sulla manutenzione dei canali, sulla pulizia di scarichi fognari e delle condotte per le acque piovane e sulle misure da adottare per mettere in sicurezza il quartiere. «Ma da nessuno è arrivato un segnale - hanno detto gli abitanti di Baratta - e così ci siamo fatti avanti noi, ancora una volta, per ottenere un incontro in Comune. L’appuntamento è per oggi e ci auguriamo che ci diano le risposte che aspettiamo».
Tra le situazione sollevate e ancora irrisolte «ci sono i lavori di smantellamento della lottizzazione “Sa Fossa” che sarebbero dovuti iniziare a gennaio e che ancora non sono cominciati. La via principale della lottizzazione, via Amba Alagi, è stata sollevata di un metro rispetto alle altre strade inondate il primo ottobre 2015 e questo impedisce il deflusso delle acque. Si era parlato di pompe idrovore, ma ancora è tutto sulla carta. Tutto questo accade mentre la maggior parte delle famiglie interessate, colpite da due cicloni e con grossi problemi economici, sono state costrette a trasferirsi in case in affitto perché impossibilitate a rimettere a posto le loro». Nella lettera scritta a febbraio, gli abitanti di Baratta avevano fatto riferimento anche «ai diversi progetti di mitigazione del rischio idrogeologico, ancora lontani nel tempo» sottolineando poi«che il problema del nostro rione appare ben diverso e slegato da eventi piovosi intensi. Per questo motivo si vogliono affrontare le gravi problematiche in tempi rapidi. Solo che il tempo continua a trascorrere e nulla accade. Nell’incontro odierno attendiamo la svolta».
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