Sequestrata la villa del boss della cocaina
Il provvedimento cautelare della magistratura è scattato mentre il ristoratore si accingeva a vendere on line l’abitazione
OLBIA. “Casa mia”, la mega villa del ristoratore napoletano Cristian Ambrosio costruita su tre livelli in via dell’Ossidiana, con piscina privata, terrazze, giardino e parcheggio per sei posti auto, è finita nel mirino della normativa antimafia. Ieri mattina gli agenti del commissariato di Olbia e i carabinieri del reparto territoriale hanno messo sotto sequestro l’intero compendio, del valore di oltre un milione e mezzo di euro, notificando al proprietario Cristian Ambrosio, 37 anni – noto ristoratore finito nei guai giudiziari perché ritenuto a capo di una banda che spacciava cocaina in quantità industriali alla Olbia bene e ai consumatori dei centri turistici della Costa – il provvedimento di sequestro preventivo firmato dal presidente del tribunale Gemma Cucca. Una misura cautelare finalizzata alla confisca e sollecitata, dopo una accurata indagine patrimoniale sull’uomo portata avanti dagli agenti della polizia tributaria della guardia di finanza di Sassari e dagli ispettori dell’Agenzia delle Entrate, dal procuratore capo della procura della Repubblica di Tempio Domenico Fiordalisi. Il responsabile dell’ufficio inquirente aveva disposto gli accertamenti patrimoniali su Cristian Ambrosio all’indomani del suo arresto avvenuto nell’aprile scorso ad Olbia nell’ambito di una indagine condotta dal sostituto procuratore della Repubblica Angelo Beccu su un vasto traffico di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina quasi pura, che portò in cella nove persone, tutte affiliate al sodalizio criminale capeggiato da Cristian Ambrosio. Il quale, dopo aver ottenuto gli arresti domiciliari e la libertà condizionata in attesa del patteggiamento della pena avanzata dai suoi legali, gli avvocati Marzio e Mario Altana, aveva deciso di chiudere baracca e burattini e lasciare la città e l’isola. Aveva messo in vendita la villa sulle pagine di una agenzia immobiliare online e si apprestava a concludere l’affare ignorando che la Procura e gli investigatori avevano avviato sul suo conto l’accertamento patrimoniale dal quale sarebbe risultata una notevole sproporzione tra le scarse entrate dichiarate al fisco – derivanti dalla gestione in società con un congiunto di una pizzeria e di un autonoleggio in città, oltre che di un ristorante -pub nella Costa, verso il nuorese – con l’altissimo tenore di vita condotto che comprendeva auto di lusso, diverso orologi preziosi e la proprietà della faraonica villa di via Ossidiana. La stessa location che Cristian Ambrosio indicava, secondo le indagini portate avanti da polizia, carabinieri e guardia di finanza, come luogo dov’era possibile acquistare la migliore cocaina da sniffare sul mercato gallurese.
Dopo questi accurati accertamenti, e mettendo insieme le leggi sulla pericolosità sociale del 1956, la normativa antimafia del 1965, il pacchetto sicurezza varato dal governo nel del 2008 e le recentissime norme antimafia, il procuratore della Repubblica ha chiesto e ottenuto dal presidente del tribunale di Tempio Gemma Cucca, il sequestro preventivo della mega villa, accordando al proprietario il diritto di restare nella casa in attesa che l’iter procedurale appena iniziato sia concluso. Un processo che potrebbe portare alla confisca della villa e all’acquisizione della stessa tra i beni indisponibili dello Stato.
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