Il Papa raccontato da Bachisio Bandinu
TEMPIO. Se l’intellighenzia isolana ha un gotha, di questa ristretta e selezionata cerchia farebbe parte anche Bachisio Bandinu. E questo è uno dei motivi (dei tanti, in verità) per i quali il...
TEMPIO. Se l’intellighenzia isolana ha un gotha, di questa ristretta e selezionata cerchia farebbe parte anche Bachisio Bandinu. E questo è uno dei motivi (dei tanti, in verità) per i quali il convegno del prossimo 9 aprile di cui sarà il principale relatore richiamerà sicuramente il pubblico delle grandi occasioni. Convegno che si terrà a Tempio, al Teatro della Casa del Fanciullo (ore 10), e che vedrà anche la partecipazione del vescovo della diocesi di Tempio Ampurias Sebastiano Sanguinetti. Una presenza in un certo senso dovuta, considerato il tema che il circolo “Primo Mazzolari”, cui si deve l’organizzazione del convegno, ha deciso di proporre alle analisi di Bachisio Bandinu. Si parlerà della “rivoluzionaria oralità” di papa Francesco, il pontefice argentino che sa veicolare con le giuste parole la schiettezza di messaggi coraggiosi e forti. Bandinu interloquirà con altri due ospiti d’eccezione, entrambi figure di rilievo del circolo “Mazzolari” di Tempio: don Antonio Addis, religioso da sempre attento ai grandi temi del sociale, e Tomaso Panu, storico e saggista, autore di pubblicazioni di grande interesse. All’incontro-dibattito con Bandinu possono partecipare tutti. L’auspicio degli organizzatori è che possano approfittare dell’occasione soprattutto le scuole. Per gli studenti si prospetterebbe infatti una duplice opportunità: fare la conoscenza di uno dei maggiori intellettuali sardi e confrontarsi su un tema di particolare attualità come quello della seducente oralità di papa Bergoglio. Un fenomeno, questo, al quale Bandinu attribuisce una speciale dimensione sociale. Non si tratta, infatti, di una semplice tecnica oratoria o di una strategia comunicativa attentamente studiata per arrivare là dove altri (in questo caso i predecessori dell’attuale pontefice) non sempre sono giunti. Certo, ogni atto comunicativo, dal più elementare al più complesso, incarna una tecnica espositiva e determinati obiettivi strategici, ma i discorsi di papa Francesco denotano una semplicità capace di esaltare l’estemporaneità dell’atto comunicativo.
Semplicità, veracità e intellegibilità sono gli indubitabili tratti caratteristici dell’oralità di questo pontefice che, pur non amando la moda dei selfie, dimostra di essere consapevole di vivere nell’era della cultura digitale e, quindi, di fronte a cambiamenti che non si possono ignorare. Toccherà a Bandinu provare a mettere a fuoco gli ingredienti dello stile comunicativo del vicario di Pietro. Le risorse per farlo come altri non saprebbero non mancano allo studioso di Bitti, che potrà avvalersi delle sue competenze di antropologo e sociologo nel mettere a fuoco uno dei fenomeni culturali più intriganti degli ultimi anni. (g.pu.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
