Il sindaco: «L’Ipia non si tocca»
Calangianus, Loddo mette le mani avanti: «Le iscrizioni sono in ripresa»
CALANGIANUS. Anche quest’anno, come accade ormai da tempo, dopo le iscrizioni a scuola giungono brutti segnali per il futuro dell’Ipia, l’unico istituto superiore del paese con una storia lunga risalente alla scuola tecnica sugheriera negli anni 40.
L’amministrazione comunale vigila e così lo stesso sindaco Loddo fa sentire il suo disappunto con la verve che lo contraddistingue. «Se qualcuno ha qualche dubbio, ed è bene che si sappia, l' Ipia di Calangianus non si tocca. Quel qualcuno può continuare con le sue elucubrazioni mentali, l istituto nasce a Calangianus e crescerà a Calangianus: quest' anno abbiamo 18 iscritti, il doppio rispetto all' anno scorso . Quei 18 ragazzi sono la nostra garanzia, la speranza di una ripresa, e ce li terremo cari. Saranno e sono quel valore aggiunto che dà a noi la dignità ed il diritto di esistere. Non abbiamo l’anello al naso come qualcuno pensa e lo dimostreremo. Calangianus crede nella formazione, nella cultura, nell’istruzione, più volte abbiamo dimostrato solidarietà agli altri territori. Noi non chiediamo che la stessa ci venga restituita pari pari, ma sia chiaro a tutti che non ce ne rimarremo con le mani in mano di fronte al tentativo di privarci del nostro Ipia, un bene indisponibile»
Questa la prima reazione. Poi il sindaco, incontrati il dirigente scolastico Stefano Manca, i genitori degli alunni iscritti e i docenti precisa: «Ci sono 18 iscrizioni divise in due corsi: chimico e meccanotronica. L’istituto può davvero essere quel punto fermo come è stato in tanti anni a fornire maestranze qualificate all’industria. Il corso chimici nel settore vinicolo e il corso meccanotronico rispondono all’esigenza degli imprenditori della zona, di avere tecnici specializzati per la progettazione e la manutenzione delle parti elettroniche delle macchine che operano nei più importanti opifici. C’è una certa richiesta e oggi si cercano questi tecnici al di fuori della Sardegna. E noi possiamo averli in casa» .
Si ipotizza, come già successo in passato, che il Ministero e la Regione concedano due classi articolate con un nucleo di lezioni comuni e poi lezioni separate. A giorni ci sarà un incontro fra autorità comunali e scolastiche, docenti, famiglie degli alunni, amministratori ed rappresentanti dell’industria. In tanti vogliono che l’Ipia continui la sua storia. (p.z.)
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