PIAZZA PIENA SE LA POLITICA SI RINNOVA
di GIAMPAOLO MELONI Non si vedeva da anni una piazza cittadina affollata per un appuntamento politico. La memoria del cronista porta indietro di una decina d’anni, ai tempi seppure già declinanti...
di GIAMPAOLO MELONI
Non si vedeva da anni una piazza cittadina affollata per un appuntamento politico. La memoria del cronista porta indietro di una decina d’anni, ai tempi seppure già declinanti dell’esultanza berlusconiana. Il bagno di folla che è stato riservato ieri alla rappresentanza del Movimento Cinque Stelle fa pensare a una percezione nuova della politica da parte dei cittadini. È la piazza reale che prende vita, il trasferimento dall’agorà virtuale sostenuto dal grillismo delle origini e tuttavia ancora in pieno vigore, alla democrazia vissuta fisicamente, nell’attesa di poter essere di nuovo esercitata. Straordinaria è stata la partecipazione alle recenti primarie del centrosinistra, con seimila adesioni alle urne per la scelta del candidato sindaco di quello schieramento. Test che segnalano un respiro nuovo per una città evidentemente bisognosa di riempirsi i polmoni di quell’aria fresca che si chiama responsabilità diretta nelle scelte, a beneficio di tutti. Cominciando dalla prima: quella di sapere e potere distinguere dove stanno e chi sono i mascalzoni. La democrazia rimane monca se dichiara lestofanti tutti i cittadini che si dedicano alla politica, nei partiti e nel parlamento. La folla che torna fa percepire una inversione di tendenza: le piazze si riempiono se anche la politica ritrova i significati e i valori perduti o anche solo attenuati. Forse per questa stessa ragione alcune piazze restano vuote. L’assenza è anch’essa una scelta fisica, diretta, una forma di partecipazione rovesciata, non necessariamente un rifugio nella democrazia informatica ma desiderio e necessità di un’amministrazione di buona qualità, onesta, fondata sul bene comune che non possono essere affidati esclusivamente a Internet. La piazza infonde calore umano, stimola solidarietà, favorisce condivisione, ama il linguaggio diretto. Di questi tempi ama anche i selfie. Belli, ma non bastano a fare buona politica e buona amministrazione. «Dibba» lo sa bene. I Cinquestelle si preparano alla grande sfida di Roma (e di Olbia) per dirigersi verso il governo nazionale. Sarà il banco di prova della capacità gestione dell’amministrazione pubblica, esercizio che non può essere affidato al web. E questo la piazza lo sa.
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