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L’omaggio di Graffi a Calangianus

L’omaggio di Graffi a Calangianus

Sabato il fotografo ed ex profugo inaugura la sua esposizione

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CALANGIANUS. In tempi così particolari come quelli attuali in cui l’arrivo dei profughi pone non poche domande a tutti, a Calangianus c’è un ex profugo, che da oltre 40 anni qui vive con moglie e figli. È Agostino Graffi, fotografo di 79 anni che crede nell’integrazione e nell’accoglienza. Dei quattro figli l’ultimo è nato proprio a Calangianus. Agostino si è ben integrato con il suo studio fotografico. Due figli, Roberto e Sandro, sono valenti fotografi anche loro. Nel suo cuore prepotente un desiderio: sdebitarsi con il paese che lo ha accolto ed attestargli il suo affetto. Agostino Graffi, padre veneto, madre eritrea, nato ad Asmara, prima esule dall’Eritrea in Etiopia, e poi dalla Etiopia in Italia. Presenta la mostra fotografica “Omaggio a Calangianus” che si inaugurerà sabato 9 aprile alle 18 nel museo del sughero, ex convento.

Una mostra per dire grazie al paese e alla sua gente. Agostino, sempre ironico e scherzoso, vuole offrire i suoi scatti penetranti edindagatori dell’attività di fotografo che coglie il tempo che scorre, in particolare gli attimi significativi della Calangianus operosa negli anni 1970-2000. Ci saranno le foto e i ritratti di personaggi che hanno fatto la storia del centro in quegli anni e poi foto di ieri, di personaggi storici di cui ha recuperato ritratti significativi. «In giorni in cui migliaia di profughi arrivano in Europa, con i problemi che ne conseguono- scrive in una delicata lettera-invito - non posso dimenticare che anch’io ho vissuto quell’esperienza di profugo seppur in tempi meno difficili . Arrivai in Italia nel 1975 dall’Etiopia con la famiglia. Calangianus mi accolse con simpatia e divenne il mio paese. Non posso non ringraziare questa comunità e lo faccio con ciò che contraddistingue la mia vita: la fotografia. Vorrei che queste mie foto ci dessero l’occasione per porci delle domande sul nostro paese, sull’oggi e sul suo futuro. Senza nessuna pretesa se non quella di attestare quanto tutti, ed anch’io venuto dall’Etiopia, amiamo Calangianus». All’inaugurazione seguirà un dibattito sul tema: “Le foto di Agostino: quale messaggio ci offrono ?”. (p.z.)

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