Sì al Piano di protezione civile: scuole chiuse e allerta sui social
Impossibile evacuare 20mila persone, il documento approvato dal Consiglio si basa sulla prevenzione L’assessore Ivana Russu: «Un grande lavoro che tiene conto del Piano Mancini e degli eventi del 2013»
OLBIA. Nessuna evacuzione in caso di alluvione. L’unica via di fuga dall’acqua per ora si chiama prevenzione. Arriva il sì al nuovo Piano di protezione civile dell’era post Cleopatra. Impossibile spostare 20mila persone in due ore. La prevenzione è il principio che guida il nuovo piano adeguato al Pai e ai provvedimenti della Regione. Il documento arriva in aula dopo essere stato discusso dalla nona commissione presieduta dal consigliere Tore Pitta.
Calcolo del rischio. Il piano si basa sul calcolo del rischio. «Come il piano antincendio identifica le zone di maggior pericolo sulla base di eventi del passato e al tipo di vegetazione – spiega l’assessore alla Protezione civile Ivana Russu –, così accade per il rischio idrogeologico. Il Piano si fonda sul Pai e gli episodi del 2013. Sulla base di questi elementi si è pianificato come reagire».
Nessuna evacuazione. «Il nostro piano – precisa l’assessore – agisce in prevenzione totale. Lo studio del rischio idrogeologico ha messo in evidenza che Olbia non ha tempo per organizzare l’evacuazione di 20mila persone. Quando verrà diramato un allerta rosso scatterà il piano. Anche se nessuna norma nazionale impone la chiusura delle scuole, noi la abbiamo prevista. L’amministrazione sarà obbligata a chiudere tutte le scuole, di ogni ordine e grado. Chiuso anche il parco Fauso Noce e gli uffici comunali. Sarà richiamato il principio di sussidiarietà con la richiesta di intervento della prefettura e della protezione civile regionale. Il Coc, centro operativo comunale, sarà operativo da subito con tutte le funzioni»
Allerta social. L’allerta meteo sarà immediatamente diffuso su Facebook, Twitter e Flagmii. Al porto e all’aeroporto verranno create aree di accoglienza in cui dare informazione ai passeggeri su viabilità e spostamenti sicuri. L’Aspo rilancerà l’allerta su tutti i pannelli elettronici delle fermate dei bus. Il piano scatterà anche se dal cielo non cadrà una sola goccia.
Nuova cartografia. Fa impressione vedere il piano di protezione civile approvato nel 2012 e quello aggiornato. Nel primo le zone rosse, di alto pericolo, sono una manciata. Nel secondo è quasi tutta la città. «Il Piano tiene conto di un tempo di ritorno dell’evento alluvionale a 500 anni – afferma Giovanni Pizzadili, uno dei tecnici del Piano –. Si calcola una minore pericolosità ma una maggiore intensità di piena. In funzione di ciò sono state individuate le aree di attesa, i punti di traffico in ingresso e in uscita dalle zone a maggiore rischio. Il territorio è stato poi diviso in bacini di utenza. Di ciascuno conosciamo esattamente superficie, numero di famiglie, presenza di disabili motori e cognitivi, allettati e pazienti assistiti, quanti di loro vivono al piano terra o ai piani alti».
La minoranza. Marco Piro, Forza Olbia, annuncia il voto favorevole ma non risparmia qualche stoccata. «È opportuno che temi come questo abbiano la massima condivisione, non come è successo in passato sul Piano Mancini, approvato solo da 15 consiglieri. Abbiamo visto cosa è successo nel 2013. Il caos totale. Eppure nel 2012 il Piano di protezione civile c’era ed era stato approvato all’unanimità da questo stesso Consiglio. Ma al passaggio di Cleopatra nulla è stato applicato».
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