La natura diventa design: ecco l’idea di Sara Vignoli
L’architetto ha creato un sistema modulare per creare particolari “pareti verdi” È in finale al premio nazionale indetto da Confartigianato e Mercedes Benz Vans
TEMPIO. Le piante, le rocce, le forme della natura l’hanno sempre affascinata. Un mondo che continua a ispirarla anche oggi che ha in tasca una laurea in architettura. Natura che coniuga col design, con gli spazi abitativi e gli elementi d’arredo. Un’idea innovativa. Geniale. Tanto che Sara Vignoli, 29 anni di Tempio (da diversi anni vive a Sassari), è riuscita ad arrivare in finale al concorso per giovani maker “Artigenio-L’Italia che dà forma alle idee”, il contest promosso da Confartigianato Imprese e Mercedes Benz-Vans riservato alle invenzioni geniali, alle nuove tecnologie e agli oggetti di design, ideato per sostenere il talento dei makers italiani e offrire agli artigiani del futuro l’opportunità di dare forma alle proprie idee innovative. Sara Vignoli si contenderà il premio nazionale con altri due giovani professionisti italiani. Per vincere, il suo progetto, dovrà essere votato con un semplice click nel sito artigenio.net dove lei stessa racconta in breve come nasce e si sviluppa la sua idea.
Le pareti verdi. “3D Elements of Nature”, è il titolo del progetto. Che prevede la realizzazione di una struttura modulare per la creazione di particolarissime “pareti verdi”: elementi d’arredo sia per interni che per esterni che portano la natura in contesti urbani. Proprio da questa idea nasce il progetto di Sara Vignoli, laurea in architettura ad Alghero e successivo master al Bauhaus di Dessau.
«Si tratta di un sistema modulare che permette di realizzare pareti verdi ed elementi d’arredo, secondo configurazioni sempre differenti, partendo dall’immagine delle piante che crescono sulle rocce – spiega il giovane architetto. La struttura è composta da due romboedri, come moduli base dai quali partire per realizzare pareti verdi o elementi d’arredo, a seconda del numero degli elementi utilizzati. Alcuni elementi sono forati, per contenere le piante, negli altri si è pensato di inserire led alimentati ad energia solare. Le strutture sono personalizzabili e flessibili, e permettono di comporre e modificare le combinazioni dei vari moduli». Il progetto è stato sviluppato nel FabLab di Sassari, grazie alla borsa “Generazione Faber” di Sardegna Ricerche.
L’idea finale. Studi, ricerche, prove, esperimenti: c’è voluta tanta passione e inventiva per arrivare all’idea finale. «I primi modelli della struttura sono stati realizzati con del cartoncino e un Plotter da taglio – spiega la giovane maker –, il passo successivo è stato quello di realizzare un modello tridimensionale, utilizzando programmi di modellazione avanzati, per simulare diverse configurazioni di pareti ed elementi d’arredo composti dai vari moduli».
Design sostenibile. Il progetto si colloca nell’ambito del design sostenibile. «Il prototipo finale è stato realizzato stampando i singoli componenti con una stampante 3D e un filamento in PLA, ricavato dall’amido di mais. Per unire gli elementi ho studiato un sistema basato sull’uso di magneti, in modo da rendere possibili infinite combinazioni».
La premiazione del vincitore di “Artigenio” si terrà alla fine di aprile, a Milano, alla Fabbrica del Vapore. Chi vincerà verrà supportato nelle fasi di realizzazione del suo progetto e sostenuto con un contributo economico di 10mila euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
