Traffico di droga, scena muta in carcere
Giovanni Satta, l’ex sindaco di Buddusò, attende di vedere gli atti che lo hanno portato in carcere
OLBIA. Giovanni Satta, l’ex sindaco di Buddusò ed esponente di spicco dell’Udc, assistito dagli avvocati Angelo Merlini e Marco Errico, questa volta ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. L’uomo, accusato di far parte di una banda che trafficava in droga a livello internazionale, non ha risposto alla domande del gip e del pm che conduce l’inchiesta sull’operazione antidroga messa a segno dai carabinieri di Olbia. L’unico a voler precisare la sua posizione, non essendo stato indagato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, è stato il maddalenino Filippo Di Costanzo, difeso dall’avvocato Mario Perticarà. L’uomo ha sostenuto di non aver mai fatto parte di alcun sodalizio che avesse come business le sostanze stupefacenti. Scena muta per Dashimir Hozha, l’albanese assistito dall’avvocato Jacopo Merlini, e per gli altri indagati. Un discorso a parte merita la situazione personale di Alessio Salis, gestore di un night club di Olbia e costretto da una malattia su una sedia a rotelle. La sua disabilità totale, che prevede anche l’accompagnamento e l’utilizzo di letti e presidi sanitari adeguati alla malattia di cui è affetto, «non è compatibile con lo stato di detenzione a cui è stato sottoposto – ha spiegato ieri il difensore dell’uomo, l’avvocato Luca Tamponi –, in quanto impossibilitato ad espletare, non essendo autonomo, anche i bisogni più elementari». Il difensore ha sollecitato al gip un provvedimento meno restrittivo che consenta al suo assistito di poter rientrare nella sua abitazione, dove vi sono le adeguate strutture di supporto e dove gode di una assistenza familiare completa.
Un’altra situazione dove vengono messe in discussione le certezze acquisite con anni di lavoro e l’inserimento nel tessuto sociale, dopo un periodo di sbandamento, riguardano Simone Canu, un operaio di Olbia indagato dalla Dda di Cagliari ma non è stato sottoposto ad alcuna misura cautelare. Il suo difensore, l’avvocato Giampaolo Murrighile, ha spiegato che il suo cliente «non è stato arrestato o sottoposto ad alcuna misura cautelare. Simone Canu – spiega il legale – è in stato di libertà e svolge regolare attività lavorativa integrato nella società civile. Parteciperà da cittadino libero al processo ed è certo di dare convincente spiegazione su tutti gli addebiti, riponendo piena fiducia sull'operato della magistratura». Tutti i legali hanno annunciati di fare ricorso al tribunale del Riesame contro il provvedimento restrittivo». (g.p.c.)
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