Un pontile privato a Cala Spinosa: insorge Santa Teresa
La minoranza: chiediamo alla Regione che non lo autorizzi E sui social i ragazzi creano l’hashtag #salviamocalaspinosa
SANTA TERESA. Monta la polemica per richiesta di una nuova concessione demaniale a Cala Spinosa, nell’area super tutelata (Sic) di Capo Testa. La Marina, una società di Santa Teresa, intende realizzare un punto di ormeggio per imbarcazioni da diporto e una passerella di collegamento alla terraferma, su uno spazio complessivo di circa 7 mila metri quadri, nella zona che si affaccia sulle Bocche di Bonifacio e la Corsica meridionale da un lato e dal Faro di Capo Testa, uno dei luoghi simbolo del paese, dall’altro.
L’avviso pubblicato sul sito della Regione sta sollevando un coro di proteste. Insorge l’opposizione, che chiede agli enti preposti di respingere la richiesta. Si indignano numerosi cittadini e turisti. La polemica esplode anche sui social: un gruppo di giovani teresini su Facebook ha creato l’hashtag #salviamocalaspinosa.
«Siamo sconcertati – dichiara la capogruppo di minoranza, Angela Antona –. Autorizzare una concessione marittima del genere significherebbe violare un’area Sic, che al contrario deve essere salvaguardata e preservata da ogni intervento che rischia di minare la zona di alto pregio ambientale. Chiediamo con forza che venga respinta. Il parere del Comune non è vincolante, ma sulla questione occorre un fronte compatto. È indispensabile che venga quanto meno esaminata nel prossimo Consiglio, anche se non risulta tra gli argomenti all’ordine del giorno». La seduta è convocata per domani, alle 18. «Le osservazioni all’avviso della Regione vanno presentate entro il 20 aprile – sottolinea la Antona -. Siamo certi che il sindaco, Stefano Pisciottu, gli amministratori e i consiglieri di maggioranza condividano questa preoccupazione, visto che stanno portando avanti l’iter per la creazione dell'Area marina protetta Capo Testa-Punta Falcone».
Nel frattempo sui social, sotto l'hashtag #salviamocalaspinosa, un gruppo di giovani teresini dice: «Il Comune e la popolazione sono disposti a rinunciare a un patrimonio super tutelato per soddisfare l'interesse di una società privata?».
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