La Nuova Sardegna

Olbia

Musica, i locali chiedono più flessibilità

di Giandomenico Mele
 Musica, i locali chiedono più flessibilità

Le restrizioni imposte dal Comune non piacciono ai titolari di bar e pub che chiedono di alzare il limite orario in estate

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OLBIA. L’orchestra suona, ma smette troppo presto. Non fanno salti di gioia i locali della movida olbiese dopo l’ordinanza del Comune che consente di suonare nei locali fino a mezzanotte il venerdì e sabato e all’una durante tutta l’estate. Si parla di percezione della musica all’esterno, quella che rovina le notti dei residenti che al mojito e alla consolle preferiscono il caffellatte e il cuscino. Il Comune di Olbia ha deciso infatti di andare incontro agli esercenti con l’ordinanza che regolamenta l’attività di diffusione di musica all’esterno dei locali pubblici: nei fine settimana, dal 30 settembre al 10 maggio, la diffusione di musica negli spazi esterni ai locali sarà consentita fino alla mezzanotte. La precedente ordinanza del giugno 2012 stabiliva come termine massimo le 22. Confermato invece l’orario dell’una di notte per il periodo estivo (dall’11 maggio al 29 settembre), con la possibilità di inserire specifiche deroghe, da stabilirsi attraverso ordinanze del sindaco, «in ragione della vocazione turistica del territorio comunale», prevedendo dunque una regolamentazione più flessibile, «purché non crei pregiudizio alla quiete e al riposo delle persone».

Le reazioni. «Penso che qualcosa migliori, visto che alza il limite orario dalle 22 alla mezzanotte. Il mio locale è insonorizzato e non ho problemi, per gli altri è un vantaggio – commenta Salvatore Taras, proprietario del Cafè Gregorio di Corso Vittorio Emanuele – dà la possibilità ai locali di fare eventi musicali, a differenza di prima. Certo, non è moltissimo. Per esempio, penso si possa alzare il limite orario dall’una alle 2 di notte durante l’estate». Più o meno le stesse considerazioni fatte da Cristiano Putzu, titolare del Blue Square di Corso Umberto e presidente del Consorzio Centrocittà. «Per fortuna ho inaugurato il locale un anno e mezzo fa, dunque è insonorizzato, con la doppia porta all’ingresso, fuori non si sente un rumore – spiega Putzu – perché questi non sono orari da città turistica. Fino all’una d’estate? Ma di cosa stiamo parlando. Qui si inizia a cenare alle 23, capisco che si debbano rispettare le persone che vogliono dormire. Ma l’una è troppo presto, almeno le 2 o le 3 di notte».

Estate a tutto volume? Il mese di agosto tradizionalmente impone delle deroghe, per ampliare lo spettro temporale nel quale si possano alzare i decibel anche in strada. La scorsa estate il sindaco aveva emesso un’ordinanza nella quale si prevedeva, nel periodo dal 12 al 25 agosto, la possibilità di diffondere musica all’esterno dei locali fino alle 2 del mattino, che diventavano le 3 nella notte tra il 14 e il 15 agosto. «Io parto sempre da un discorso di beneficio collettivo per l’economia – sottolinea Cristiano Putzu – la movida vive nel centro storico, soprattutto d’estate le abitudini cambiano e non si può ragionare in senso troppo restrittivo».

Un altro planet. Cambi zona e cambia anche la prospettiva. Il Planet Cafè di viale Aldo Moro va in controtendenza. «Penso che un orario come l’una d’estate vada più che bene, Olbia non è una città turistica, la gente è di passaggio, non siamo a Ibiza e Porto Cervo – spiega Alberto Mori, titolare del locale – A Olbia di gente che si ferma in vacanza ce n’è poca, bisogna rispettare le esigenze dei residenti». Quelli che abitano accanto o di fronte a un locale notturno e che non vogliono sostituire il sonno allo “spaccatimpani”. «Vuole sapere una cosa? Hanno perfettamente ragione, la musica fino alle 2 o le 3 del mattino è intollerabile».

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