Rispo: "Il Mater va avanti, ritardi causati da altri soggetti"
Il manager di Qatar Foundation: "Centro di ricerca e ospedale all'avanguardia. Sarà completato a giugno 2017"
OLBIA. Duecento milioni investiti finora, altri cinquanta da spendere nel perfezionamento dei servizi elettronici e informatici per consentire l’apertura definitiva del Mater Olbia entro il giugno del 2017. Data certa e inderogabile, garantisce Lucio Rispo ai giornalisti. Il manager della Qatar Foundation ha deciso di cancellare pubblicamente le ombre che voci e dichiarazioni (quasi sempre generate da ambiente politico) hanno diffuso negli ultimi mesi per attribuire all’investitore dell’emirato la responsabilità diretta dei ritardi nell’apertura del Mater Olbia. "Ci hanno messo i bastoni tra le ruote _ ha denunciato in sostanza Rispo _ e hanno la faccia tosta di accusarci. Noi abbiamo fatto il nostro dovere. Abbiamo acquistato, recuperato le strutture dallo stato di degrado, allestito gran parte dei nuovi servizi. Tutto senza interventi finanziari pubblici, perché i denari investititi sono tutti nostri".
Il rappresentante italiano della QF ribadirà le stesse valutazioni nel pomeriggio davanti al consiglio comunale, al quale anche annuncerà la visita dell’amministratore delegato di Qatar Foundation per il 27 aprile. Rashid Al-Naimi presenterà all’amministrazione cittadina e altre istituzioni un nuovo progetto "di grande interesse", vicino al sistema sanitario e alle attività del Mater. Dirà, soprattutto, dell’importanza dell’iniziativa economica e della dimensione che ha per la Sardegna e per il Paese lo stesso Mater Olbia: "Non c’è in Italia un altro ospedale capace di fornire i servizi che potrà assicurare gli stessi servizi". Un’operazione che rappresenta, dice ancora il manager, "è il più grande investimento mai fatto su Olbia".
Diciassettemila ore lavorate finora, oltre trecento le unità lavorative impiegate, quasi tutte locali, 3500 posti letto occupati nelle strutture ricettive della città da dirigenti, funzionari, tecnici nell’ultimo anno.
Ora, superati gli inghippi di natura burocratica (per Rispo il vero nemico e ostacolo per loro e per qualsiasi investitore straniero in Italia) si proseguirà con una scansione operativa che prevede tre fasi, dall’apertura dei primi servizi di accettazione, ai reparti di chirurgia, neurologia sino alla conclusione nella primavera del 2017 e la possibile apertura all’inizio dell’estate.
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