Aggressioni in carcere, l’allarme del sindacato
Tempio, ennesima denuncia della polizia penitenziaria per la carenza di organico L’Uspp: «Turni massacranti a discapito di salute e sicurezza: si intervenga subito»
TEMPIO. Un ergastolano detenuto nella Casa di reclusione di Nuchis si è reso protagonista, nei giorni scorsi, di due aggressioni: una prima volta, nei confronti del comandante della polizia penitenziaria, il commissario Giovanni Laudadio, ed una seconda volta, nei confronti di un operatore di cui non sono state fornite le generalità. La professionalità degli agenti, intervenuti tempestivamente, ha evitato, in entrambe le circostanze, guai seri. L’aggressore, un condannato per duplice omicidio, protagonista per alcune ore, nel 2010, di una fuga rocambolesca da un carcere pavese e presunto affiliato alla Sacra Corona Unita, non sarebbe nuovo a questo genere di reato che avrebbe già messo in essere in un altro istituto carcerario sardo. Il fatto è stato denunciato ieri mattina, con un comunicato, dall’Uspp, Unione sindacale polizia penitenziaria Sardegna, che da tempo denuncia la carenza di organico nella struttura Nuchese e che già, oltre un mese fa, esattamente il primo marzo, per questo motivo ed altre carenze ancora (mai sanate), aveva inscenato, assieme a tutte le sigle sindacali della polizia penitenziaria, una manifestazione di protesta di fronte al Tribunale.
Il comunicato, dopo avere raccontato in estrema sintesi, quanto accaduto «per futili motivi», prosegue denunciando lo stato di disagio in cui gli operatori sono costretti ad operare. «Quanto accaduto – dice il sindacato – è solo l’ultimo episodio di una lunga serie di prevaricazioni e minacce nei confronti del personale operante. I problemi sono stati resi noti da tempo a chi di dovere. Ancora però, non è stato assunto in merito alcun provvedimento. Né alcun segnale è arrivato dopo la manifestazione attuata da tutte le sigle sindacali davanti al Tribunale di Tempio. Manifestazione in cui, a chiare lettere, era stata denunciata e ribadita la carenza di personale di polizia penitenziaria nel ruolo agenti, assistenti e sottufficiali. Si deve invece purtroppo rilevare – prosegue la nota – che la situazione lavorativa è nettamente peggiorata. Alla carenza di personale, infatti, si aggiunge ora la mancanza di un Direttore e di un Comandante di reparto in pianta stabile, che possano dare sicurezza a tutto il personale della polizia penitenziaria». Il comunicato, che denuncia «turni di lavoro massacranti a discapito della salute e della sicurezza», chiede «alle autorità preposte che intervengano con estrema urgenza e tempestività per sanare una situazione che a lungo andare potrebbe causare gravi problemi».
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