Alunni e detenuti alla Festa degli alberi
Tempio, manifestazione nel cortile della struttura carceraria: messe a dimora cinquecento piantine
TEMPIO. Si è svolta ieri nella Casa di reclusione di Nuchis, Paolo Pittalis, alla presenza di un centinaio di alunni delle scuole elementari e medie del territorio, guidati dai loro insegnanti, la Festa degli alberi. La manifestazione, con il benestare della Direzione carceraria, è stata realizzata su iniziativa del Lions Club di Tempio ed ha visto anche la collaborazione del Comune, presente con il sindaco Andrea Biancareddu, delle istituzioni scolastiche, rappresentate dalla dirigente Maria Chiara Demuro, del Corpo Forestale dello Stato, presente con il capo dell’Ispettorato, Giancarlo Muntoni e dell’Ente Foreste, presente con Saverio Bacciu, direttore facente funzioni. La giornata ha vissuto due momenti diversi, entrambi molti partecipati soprattutto dai bambini curiosi di entrare all’interno di un carcere. La prima parte della manifestazione si è svolta di fronte ad una grande aiuola dove il 5 giugno del 2014, dagli alunni della prima A della scuola media Grazia Deledda, venne messo a dimora un ulivo per ricordare Pietro Azzena, un loro compagno di classe barbaramente ucciso nella sua casa, assieme ai genitori. «Oggi – ha spiegato Agostino Inzaina, presidente dei Lions di Tempio –, abbiamo voluto che ragazzi, ormai in terza media e quindi prossimi a lasciarsi dopo tre anni vissuti intensamente nel ricordo del loro compagno, si ritrovassero ancora assieme attorno a quest’albero d’ulivo che, curato amorevolmente dagli ospiti della Casa di reclusione, sta crescendo rigoglioso. Un invito al ricordo e al rispetto della vita». Commozione e silenzio nel momento in cui un compagno di Pietro ha deposto ai piedi dell’albero un mazzo di fiori bianchi. Un invito al rispetto della vita e dell’ambiente è arrivato anche dal direttore del carcere, Marco Porcu, dal sindaco Biancareddu e dai rappresentanti delle altre istituzioni presenti. La seconda parte della manifestazione si è svolta invece nel cortile della seconda cinta, nel cuore del carcere: qui, in un clima festoso, i ragazzi, aiutati da una ventina di carcerati, hanno messo a dimora circa cinquecento piantine affidate d’ora in avanti alle cure degli ospiti. (a.m.)
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