Acqua gialla e putrida, doccia proibita nel carcere di Nuchis
Il disservizio riguarda anche gli alloggi della vicina caserma Disagi tra i detenuti e gli agenti della polizia penitenziaria
TEMPIO. Da molto tempo ormai l’acqua che scende dai rubinetti nella Casa di reclusione di Nuchis e nell’adiacente caserma dove si trovano gli alloggi degli agenti della polizia penitenziaria, ha assunto un colore giallastro ed un odore nauseabondo che la rendono inservibile. La puzza aumenta ancor più in quei locali dove l’uso dell’acqua avviene più saltuariamente, come le palestre o altri luoghi di riunione. Il disservizio – la cui causa non è mai stata indagata a fondo, né affrontata in alcuna maniera e che sta creando notevole disagio nella popolazione carceraria e fra il personale –, è stato denunciato dall’Uspp, l’Unione sindacale polizia penitenziaria Sardegna, ancora in prima fila nel denunciare, con forza le carenze e le manchevolezze di una amministrazione penitenziaria, «sempre più lontana dalla periferia – scrive il comunicato –, sorda alle sollecitazioni dei lavoratori, sotto dimensionati, oberati di lavoro, a rischio della salute e della sicurezza interna ed esterna alla struttura carceraria. Il problema dell’acqua putrida e giallastra – dice ancora il rappresentante dell’Uspp –, è un problema gravissimo non soltanto dal punto di vista pratico, perché vieta di fare, per esempio, una doccia in camerata, dopo essere smontato o prima di rientrare a casa, ma anche dal punto di vista sanitario. Non sono rari infatti, le allergie alla pelle, con rossori, bolle, pruriti e i bruciori agli occhi che si verificano quando qualcuno spinto dalla impossibilità di lavarsi all’esterno è costretto a fare una doccia nella struttura. La situazione – dice l’Uspp –, non è episodica o temporanea ma è diventata una “normalità”, così come le altre mille manchevolezze che caratterizzano ormai la nostra attività lavorativa. Questa organizzazione sindacale per l’ennesima volta si rivolge a chi di dovere perché, così come si ascoltano le istanze e le richieste di altre lavoratori di questa nostra Repubblica, vengano ascoltate e salvaguardate anche le richieste della polizia penitenziaria che nel caso specifico si riferiscono in primo luogo alla salute ed anche al benessere fisico come può essere quello di una bella doccia con acqua pulita».
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