La Nuova Sardegna

Olbia

Gli aspiranti sindaci. «No all’astensionismo»

di Giandomanico Mele

Si chiude il dibattito in città sul referendum anti-trivelle, tutti gli schieramenti d’accordo per votare sì

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OLBIA. Il fronte degli aspiranti sindaci viaggia compatto verso il sì al referendum anti-trivelle di domenica. L'incontro promosso ieri da L'altra Olbia per invitare al voto ha raccolto adesioni ideali ma non tutte le presenze fisiche. Tra i candidati sindaci c'erano il padrone di casa, Marco Balata e Vanni Sanna dell'Alleanza civica per Olbia. Il candidato sindaco del centrosinistra Carlo Careddu é stato sostituito da Alessandro Cossu, della segreteria Pd. Il Movimento 5 Stelle ha inviato un comunicato stampa vergato dalla sua candidata, Maria Teresa Piccinnu; Settimo Nizzi non si è visto, mentre Antonio Appeddu é ormai un ex candidato sindaco, dopo la notizia che la Coalizione identitaria confluirà con tutte le sue liste in un'alleanza sotto le insegne di L'altra Olbia. Al di là della presenza scenica, nella sede di piazza Mercato il fronte é compatto per combattere il "mostro" dell'astensionismo, vero pericolo più dello sparuto e poco convinto fronte del no.

L'incontro di ieri ha in realtà un senso politico subliminale che travalica la battaglia referendaria. Lo si evince dalle parole di Balata: «La nostra città non ha bisogno di fango, ma di crescita, per questo abbiamo voluto coinvolgere tutti i candidati sindaci in una battaglia per la democrazia, per partecipare al referendum contro le trivellazioni e votare sì: la nostra città ha e avrà sempre di più il mare come patrimonio essenziale». Poco petrolio e meno fango. E se Alessandro Cossu sintetizza il sì convinto di Carlo Careddu, è Vanni Sanna a lanciare strali mirati contro il governo Renzi, reo di cavalcare l'astensionismo. «Bisogna andare a votare sì in modo convinto perchè siamo l'isola delle energie alternative e per impedire che il governo centralizzi la politica energetica – spiega Sanna – l'interesse nazionale prevarrà su quello dei singoli cittadini». Poi lo spettro di scorie nucleari. «Ricordo solo che la Sardegna pare fosse stata individuata come sede di un deposito di scorie nucleari e si ipotizzava anche l'installazione di una centrale atomica – attacca il candidato sindaco della Coalizione civica per Olbia – dobbiamo dire basta al vassallaggio nei confronti di uno Stato centralista».

Maria Teresa Piccinnu, candidata del Movimento 5 Stelle, ha invece recapitato una lettera che é stata letta da Antonio Sotgia, coordinatore di L’altra Olbia: «Chiamiamo tutti alla partecipazione e al voto, per esprimere il sì per abrogare la legge che consente le trivellazioni off shore e a terra – scrive la Piccinnu – noi chiamiamo tutti i cittadini a una assunzione di responsabilità per dare valore a uno strumento come il referendum, fulcro di democrazia partecipata. Il governo vuole boicottarlo, noi non demordiamo e diamo un segnale forte a tutto il Paese». Sulle trivelle si raggiunge un dialogo e una comunione di intenti che vuole essere un segnale di civiltà e moderazione in vista della campagna elettorale per le amministrative di giugno a Olbia.

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