Liguori: manca un programma di governo
Il consigliere di minoranza ribatte al sindaco e accusa la maggioranza di scarsa attività
TEMPIO. Qualche giorno fa, il consigliere della minoranza di Tempio Libera, Monica Liguori, aveva accusato l’amministrazione di convocare pochi consigli comunali (l’ultimo si è tenuto in carcere il 17 dicembre scorso). Accusa subito respinta in una conferenza stampa dal sindaco Andrea Biancareddu che la invitava ad essere più obiettiva nei suoi giudizi e a «curarsi dal fastidioso reflusso elettorale, derivatole dalla sconfitta arrivata dalla urne». A stretto giro di posta, ecco la risposta piccata del consigliere di opposizione. «Il sindaco – dice Monica Liguori – a corto di contenuti ed argomenti politici seri, come palesato dalla sua pomposa conferenza stampa, è capace solo di tentare lo scherno personale. La sottoscritta ha sorriso alla sua battuta perché l’ilarità fa bene allo spirito. Meno bene fa invece ai cittadini che sono in attesa di fatti concreti e non di battute di apparente sarcasmo. Per quanto concerne il consiglio comunale – prosegue – il problema non è la convocazione in sé e per sé, in quanto la minoranza non ha necessità di sedersi sugli scranni consiliari per gioco. Il problema è che una così lunga assenza di riunioni del consiglio comunale implica la mancanza di determinazioni gestionali o anche solo di indirizzo politico da parte della maggioranza. Perché questo è il vero motivo per cui il Consiglio non viene convocato: non ci sono contenuti da attuare». Critica Monica Liguori anche sull’affermazione di Biancareddu secondo cui, lei stessa con altri consiglieri avrebbe potuto chiedere una riunione. « Evidentemente – dice Liguori –, Biancareddu non si rende conto della gravità della sua affermazione. Se si giungesse, infatti ad un atto politico così grave, quale sarebbe quello della minoranza di chiedere la convocazione del Consiglio, ciò significherebbe che al governo della città ci sono solo ed esclusivamente dei fantasmi. Il sindaco, quindi, dalle sue stesse parole tragga le debite conseguenze. È la maggioranza che deve governare la città, , la minoranza è un presidio di sicurezza in regime di democrazia, opportuno per il bene della collettività, che collabora là dove serve e che deve rilevare le manchevolezze. Farlo è un dovere istituzionale ed etico. La convocazione del consiglio comunale invece implica sempre che la maggioranza al governo abbia argomenti da condividere e da proporre per l’approvazione alla collettività, attraverso i propri rappresentanti, almeno a livello di indirizzo politico. Nel nostro caso però, – conclude – nella maggioranza mancano anche atti e determinazioni di indirizzo politico relativi all’attuazione di un programma di governo. Che evidentemente non c’è». (a.m.)
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