La Nuova Sardegna

Olbia

Nautica, i posti barca sono pochi

di Giandomenico Mele
Nautica, i posti barca sono pochi

La ricetta dei Riformatori: un distretto regionale e uno specifico corso di laurea

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OLBIA. Avere le coste e puntare a più posti barca. Mettere cavalli nel motore del turismo nautico, per rilanciare indotto, occupazione e presenze nei periodi di spalla. La ricetta non è nuovissima, ma a volte "repetita iuvant". Sembra essere questo il marchio di fabbrica dei Riformatori, che dopo la proposta di legge sul golf, puntano la prua sul settore nautico. Stavolta nessuna iniziativa legislativa, ma qualche suggerimento alla Regione su come creare le condizioni per sostenere l'economia dell'isola. Si parte dalla costituzione di un distretto nautico della Sardegna, una base logistica della nautica da diporto, con l'obiettivo di mobilitare tutte le componenti presenti sul territorio per organizzarle in una rete di relazioni. Si tratta di qualificare il sistema sardo al centro del Mediterraneo con strutture dedicate alla cantieristica, manutenzione e riparazione, fino alla progettazione. La seconda opzione è la costituzione di un corso di laurea in turismo nautico. Il terzo punto guarda all'accesso alle ingenti risorse del Por Fesr 2014-2020 per rilanciare l'attività cantieristica.

Il Centro studi. I vertici regionali dei Riformatori si sono presentati in forze a Olbia (eletta sede privilegiata di progetti turistici, dopo il golf di due settimane fa) per snocciolare una serie di numeri che dimostrerebbero la marginalità della nautica in Sardegna. «Vogliamo partire da incentivi alla nautica, con nuove infrastrutture, porti turistici e posti barca - spiega Roberto Frongia, ex assessore al Turismo - rilanciando la cantieristica, con un indotto importante: su 100 euro spesi nel settore nautico, 44 sono per la barca, gli altri 56 restano sul territorio». «Un altro effetto sarebbe quello di allungare la stagione, far aprire gli alberghi anche in periodi diversi da quello estivo - continua Pietrino Fois, del Centro studi dei Riformatori - sul modello di Porto Cervo, con una cantieristica di eccellenza e la possibilità di ospitare regate internazionali».

I dati. A supporto vengono snocciolati dati puntuali in rapporto all'economia legata alla nautica di altre regioni. Mediamente in Italia risulta esserci una infrastruttura portuale ogni 14,2 km di costa, la Sardegna è tredicesima con un porto ogni 24,6 km. In Sardegna ci sono 18.843 posti barca su 1.300 km di coste, mentre la Liguria ne ha quasi 21 mila per poco più di 300 km di coste. Ma è sulle aziende e gli addetti che, secondo i Riformatori e sulla base dei dati diffusi, si percepisce di più il gap sardo rispetto ad altre regioni. Se la Lombardia è prima con il 27,66% di aziende operanti nel settore e il 16,5% di addetti, la Sardegna resta in quart'ultima posizione (prima solo di Basilicata, Trentino e Umbria), con solo l'1,06% di aziende e lo 0,06% di addetti nel settore nautico sul complesso delle attività economiche regionali. «Servono scelte forti per creare sviluppo e occupazione, per questo puntiamo su golf e nautica - conclude il coordinatore regionale dei Riformatori, Michele Cossa - davanti a una Regione che disperde risorse in clientele e assistenzialismo».

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