Senz’acqua da luglio, famiglie in rivolta
Forse vicino alla soluzione il caso della lottizzazione Corda. Sindaco e assessore si intestano (da cittadini) il contatore
TEMPIO. I dodici proprietari che abitano nelle palazzine della lottizzazione Tito Corda (oggi via Paul Harris), a valle di Viale Don Sturzo e del Seminario vescovile, starebbero, (il condizionale è d’obbligo), sul punto di mettere la parola fine su una vicenda, al limite dell’assurdo, che li vede dallo scorso mese di luglio privati dell’acqua.
Lungo confronto. La soluzione momentanea del problema, “un coup de théatre”, è arrivata al termine di un lunghissimo confronto avvenuto nella Sala conferenze del comune fra i rappresentanti di Abbanoa, Francesco Bullitta, ingegnere dirigente della struttura Gestione attiva delle perdite, Gian Nicola Piras del settore conciliazione e Fausto Fiori, addetto alle pubbliche relazioni. Per l’amministrazione comunale erano presenti il sindaco Biancareddu, il vice sindaco Aisoni, gli assessori Quargnenti, Amic e Marotto e il capo dell’ufficio tecnico Giancarmelo Serra.
I fatti. I problemi di approvvigionamento idrico, per le 12i famiglie che avevano acquistato la loro villetta, in Via Paul Harris, una zona residenziale con fronte sul Limbara, da una Impresa che oggi parrebbe in difficoltà, erano iniziati il 20 luglio dello scorso anno quando Abbanoa, senza preavviso, staccò per morosità l’allaccio del cantiere al quale tutte le villette, peraltro fornite ognuna di un proprio contatore, erano a loro volta allacciate. La cosa aveva destato le immediate rimostranze dei proprietari che mensilmente corrispondevano all’impresa le somme dei loro consumi. Da quel momento è stato un susseguirsi di eventi soprattutto burocratici che hanno avvelenato l’esistenza di chi, dopo molti anni di sacrifici, era riuscito ad acquistare la casa. Per alcuni mesi l’acqua è stata fornita dalla Protezione civile. Successivamente, scaduto il termine di tale autorizzazione, gli abitanti hanno dovuto fare ricorso alle autobotti private, con spese altissime.
La beffa di Abbanoa. Ai primi di marzo l’altra grande beffa arriva da Abbanoa che dopo avere chiesto i versamenti (immediatamente eseguiti), per gli allacci singoli, promettendo l’allaccio entro 48 ore, ha fatto marcia indietro dicendo che la presa in carico delle rete doveva avvenire con il Comune e dopo lunghe pratiche.
Contatore master. Con queste premesse, si è arrivati all’incontro di ieri. Respinta senza mezzi termini dai proprietari la proposta di Abbanoa di accettare un contatore “master” (intestato a una persona fisica), cui allacciare provvisoriamente i contatori delle abitazioni. «Nessuno di noi, dopo i precedenti raggiri - dicevano -, vuole assumersi questa responsabilità. Soprattutto temiamo che la provvisorietà attuale si prolunghi negli anni». Impossibile anche, come chiedevano i proprietari, intestare il contatore master al Comune.
Il colpo di scena. Dopo ore di discussione anche accese, durante la quale è venuta fuori tutta l’amarezza dei proprietari, la soluzione è arrivata da Andrea Biancareddu e da Francesco Quargnenti. « Intestiamo a noi due, non come amministratori, ma come cittadini il contatore master. Ad Abbanoa diamo 3 mesi di tempo, per fare quanto dovuto». Il gesto, fra lo stupore dei funzionari di Abbanoa, è stato commentato con gratitudine dagli interessati che sperano ora di poter avere l’acqua entro due settimane e cominciare a vivere una vita normale.
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