Controlli antincendio negativi: chiuso dalla polizia il Villa Pascià
Blitz notturno nella discoteca: centinaia di giovani che si trovavano all’interno sono stati fatti uscire Ordinata dalla questura una verifica tecnica e amministrativa sul rispetto delle norme di sicurezza
OLBIA. L’impianto antincendio fuori norma costa caro alla discoteca Villa Pascià che durante la notte tra sabato e domenica è stato chiuso d’autorità dalla polizia. A far scattare il provvedimento di chiusura è stato un accertamento del rispetto delle norme di sicurezza è scattato proprio mentre la discoteca della zona industriale di Olbia era piena di giovani. Quando sono arrivati i poliziotti nel locale erano già entrati oltre duecento ragazzi e ragazze, mentre altrettanti attendevano nel piazzale davanti all’ingresso. Gli uomini della polizia amministrativa della questura di Sassari, con il supporto delle “volanti” del locale commissariato e gli ispettori dei vigili del fuoco hanno accertato che uno dei presidi di sicurezza più importanti, quello antincendio, non era funzionale. Da qui l’invito da parte della polizia di Stato alle persone che erano nel piazzale di fare rientro a casa e l’intimazione ai gestori della discoteca di spegnere luci e musica e, fatti uscire i clienti, chiudere il locale. Il controllo era stato disposto dal questore di Sassari Pasquale Errico nell’ambito dei servizi di prevenzione che vengono attuati ogni fine settimana, quando i giovani si danno appuntamento nelle diverse discoteche del nord Sardegna. Il locale, gestito dall’imprenditore Alessio Fedeli, resterà chiuso in attesa che vengano completati gli accertamenti da parte della polizia amministativa. Le verifiche sono state effettuate anche su altri locali, nei quali sono state riscontrate irregolarità sanzionate con multe.
Il Villa Pascià, uno dei locali più frequentati dalla gioventù olbiese, negli anni scorsi era stato teatro di episodi di cronaca e di un gravissimo fatto di sangue nel quale era rimasto coinvolto, e ancora ne subisce le conseguenze, un turista torinese, che nell’estate 2014 rimase sospeso tra la vita e la morte, nel reparto di rianimazione di Olbia, per diversi giorni. Il processo contro i responsabili di quella sanguinosa aggressione è ancora in corso nel tribunale di Tempio. Il locale allora venne chiuso dal questore per motivi di pubblica sicurezza e poi riaperto.
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