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Olbia

Pubblico e privato insieme nella sanità

Pubblico e privato insieme nella sanità

Verso le elezioni. “L’altra Olbia” parla di riforma e presenta le proposte per il futuro del settore

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OLBIA. Trasformare una difficoltà in opportunità. Forse non c'è bisogno di citare uno dei più famosi aforismi di Albert Einstein per descrivere il futuro della sanità gallurese, ma certamente davanti all'epocale riforma della rete ospedaliera e la rivoluzione del Mater Olbia, l'opportunità si chiama partnership pubblico-privato. È il concetto che, secondo diverse sfumature, emerge dall'incontro promosso venerdì sera da L'Altra Olbia su "Olbia e la nuova rete ospedaliera".

Si è discusso della riforma e della trasformazione dell'ospedale Giovanni Paolo II in presidio di primo livello, ma all'orizzonte è inevitabile pensare alla sanità privata di eccellenza targata Qatar. La prospettiva è stata illustrata da tre "tecnici", dirigenti medici della struttura pubblica: Franco Pala, direttore S.C. Anestesia e Rianimazione; Luigi Presenti, direttore Chirurgia generale e Vincenzo Bifulco, direttore S.C. Radiologia. Anche se l'introduzione è toccata alla parte politica, ancorché rappresentata da un chirurgo, Daiana Giangrande, candidata alle prossime comunali nelle liste de L'Altra Olbia. «L'appuntamento vuole prendere in esame la riorganizzazione degli ospedali della Gallura, non solo Olbia ma anche Tempio e La Maddalena – ha spiegato la Giangrande –, Olbia sarà presidio di primo livello, certo, ma mancano i reparti di urologia, neurologia e oculistica». Reparti che, secondo le anticipazioni sugli accrediti, dovrebbero entrare anche nel novero di quelli del Mater Olbia.

Partnership. «Il Mater Olbia sarà una grande opportunità anche nell'ottica di una integrazione con la sanità pubblica, noi siamo pronti a fornire loro servizi che non hanno, come rianimazione e pronto soccorso – spiega Franco Pala, primo relatore dell'incontro –, allo stesso tempo con la riorganizzazione della rete ospedaliera e la trasformazione del Giovanni Paolo II in Dea di primo livello puntiamo sull'aggiunta di posti letto per l'osservazione breve intensiva, il potenziamento della rianimazione e l'apertura dell'unità subintensiva, neurologia, otorino e oculistica».

Poi c'è la telemedicina. Qui la collaborazione dovrebbe essere naturale. Il primo reparto operativo del Mater e una eccellenza assoluta di Olbia nella sanità pubblica. «Non siamo ancora stati informati su eventuali sinergie col Mater – spiega Vincenzo Bifulco, primario di Radiologia –, ma posso dire che siamo all'avanguardia. L'anno scorso abbiamo ospitato il progetto Fleming, con mille operatori sanitari sardi per la telemedicina e la telepresenza, assistenza medica specialistica a distanza grazie a schermi di grandi dimensioni e telecamere ad alta risoluzione». Il futuro è qui. «Siamo pronti ad avviare sinergie con l'ospedale privato – sottolinea Bifulco –, nell'ottica di migliorare e aumentare l'offerta sanitaria».

Medici uniti. La telemedicina potrebbe essere solo il primo passo per una collaborazione tra i medici della struttura pubblica e quelli dell'ospedale privato. «Invitiamo i colleghi a lavorare insieme, almeno in attesa dell'apertura del Mater», continua Bifulco. «Per il mio reparto di Chirurgia – interviene Luigi Presenti – posso dire che stiamo lavorando nell'ottica di una necessaria riorganizzazione a livello regionale: dovremmo avere 15 strutture in Sardegna, solo Cagliari ne ha 17. L'idea non è quella di chiudere, ma differenziare l'offerta concentrandoci su patologie che non riusciamo a trattare e che scontano lunghissime liste d'attesa» . Infine l'opportunità Mater. «L'ospedale privato deve scegliere la sua mission, non deve essere sostitutivo di specialità presenti nell'ospedale – conclude Presenti – ma deve muoversi in una logica di razionalizzazione dell'offerta sanitaria". (g.d.m.)

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