Rinnovato il direttivo Aido: riconfermata Antonia Pinna
OLBIA. Antonia Pinna, presidente storica del gruppo Aido “Ignazio Urtis”, è stata riconfermata presidente dell’associazione. L’elezione è avvenuta nei giorni scorsi durante l’assemblea dei soci...
OLBIA. Antonia Pinna, presidente storica del gruppo Aido “Ignazio Urtis”, è stata riconfermata presidente dell’associazione. L’elezione è avvenuta nei giorni scorsi durante l’assemblea dei soci chiamati, tra gli altri punti all’ordine del giorno, a rinnovare il consiglio direttivo che resterà in carica per quattro anni. Ad affiancare Antonia Pinna, in qualità di vice presidente, sarà Manuela Scatolin, segretario è stato eletto Antonio Pittorra, amministratore Marinella Piredda e vice amministratore Antonella Sanna.
Il collegio dei sindaci è composto da Antonio Usai (presidente), Giovanna Mundula e Celeste Addis. Compongono invece il collegio dei probiviri Luigi Antolini e Francesca Manca. L’assemblea dei soci infine ha designato all’unanimità i delegati all’assemblea regionale: Antonia Pinna e Giovanni Addis.
Durante l’assemblea , la presidente uscente (e poi riconfermata) ha ripercorso le attività realizzate nel corso dei quattro anni. Relazione segnata da un applauso dei presenti. Poi, è toccato a Tonino Usai, in qualità di presidente del collegio dei sindaci, illustrare il bilancio consuntivo 2015, successivamente è stato presentato il bilancio di previsione 2016. La relazione della presidente così come il bilancio consuntivo e quello preventivo, sono stati approvati all’unanimità.Hanno fatto seguito le votazioni per il rinnovo del direttivo. Al termine dei lavori, diversi soci sono intervenuti per mettere in evidenza la necessità di promuovere maggiore partecipazione alla vita del gruppo, con particolare riferimento ai giovani. «Diventa sempre più necessario un rinnovamento che passi attraverso il coinvolgimento di nuove risorse umane, giovani e motivate», è stato detto. L’assemblea ha infine dato mandato al direttivo affinché porti a livello regionale e nazionale il dissenso relativo alle quote sociali che, per statuto, devono essere trasferite all’Aido nazionale. «Adempimento che – hanno rimarcato i soci – può rappresentare fattore di resistenza per nuove iscrizioni e soprattutto indebolisce le potenzialità organizzative del gruppo».
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