I sindacati: Meridiana, speriamo nel Qatar
Incontro a sorpresa con il manager Rispo al quale è stata manifestata preoccupazione per il futuro
OLBIA. Dica all’emiro della nostra preoccupazione. Così all’incirca hanno affidato la loro ansia al manager della Qatar Foundation, con il quale, grazie alla mediazione del vicesindaco Carlo Careddu, una delegazione di sindacalisti di Meridiana ha avuto un breve incontro in tarda mattinata. I sindacalisti hanno spiegato nel dettaglio le loro preoccupazioni ma da Lucio Rispo (che infatti, occupandosi per il Qatar di altro settore non ha rilasciato commenti) non potevano attendersi nulla più che un ascolto attento alle loro istanze e l’impegno a trasferire le loro parole all’amministratore delegato di Qatar Airways, Al Baker.
A tenere nell’incertezza i lavoratori è soprattutto la non ancora definita unicità contrattuale tra Meridiana e la controllata Air Italy e il più generale intervento sugli esuberi, sui quali incombe una riduzione di 955 unità, che potrebbero però calare a 527 proprio in virtù di due elementi decisivi: la firma del contratto nazionale e l’intervento finanziario di Qatar Airways, il cui intervento definitivo in Meridiana ancora non è stato perfezionato. Operazione che non è stata estranea nelle ultime ore alla partenza dell’amministratore delegato della compagnia aerea Richard Creagh e al rientro ai vertici di Marco Rigotti e Luca Ragnedda. Al termine del breve incontro di ieri Carlo Careddu ha dato la disponibilità per trasferire al ministro Del Rio (Trasporti) le preoccupazioni dei lavoratori che chiedono la ripresa delle trattative sindacali con i sindacati nazionali. Proprio su questo a tarda sera è arrivata una convocazione ai sindacati per il 29 aprile alle 11.30 al Mise, per «l’esame congiunto delle procedure di licenziamento collettivo e della messa in mobilità dei dipendenti di Meridiana Maintenance». Appuntamento che Nicola Contini, segretario regionale di Ugl Trasporti accoglie con favore. Ma è perplesso sull’incontro di ieri: «Non ne so nulla, come Ugl non siamo stati invitati, non so di cosa si sia parlato. Resta il fatto che siamo ben contenti, qualsiasi cosa accada, se serve alla risoluzione del dramma che stanno vivendo i lavoratori».
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