Agricoltura, arrivano i pagamenti diretti
A Padru gli assessori regionali Falchi e Piras (Industria) annunciano le nuove misure della Regione
INVIATO A PADRU. Di agricoltura «nuovo riferimento» per lo sviluppo non si parlava da decenni. «È stata a lungo marginale ed emarginata», taglia corto Pierfranco Zanchetta, consigliere regionale dell’Upc, nell’incontro promosso dall’agenzia Laore a Padru, «zona disagiata nelle tabelle agricole ma modello di qualità e fiore all’occhiello dell’agriturismo». Le nuove attenzioni sono nel corpo del Piano di sviluppo rurale avviato dalla Regione per i prossimi sette anni e che contiene alcune misure per la Gallura chieste con determinazione proprio dal sindaco di Padru, Antonio Satta, che è anche segretario nazionale dell’Upc.
Rimborsi. La prima notizia che l’assessore Elisabetta Falchi dà agli imprenditori delle campagne riguarda i pagamenti per le pratiche dei premi comunitari: «Stiamo istituendo un organismo pagatore regionale», che ridurrà una montagna di sofferenze e ritardi burocratici per gli agricoltori. Argea istruisce le pratiche ma non paga. La strozzatura procedurale sarà superata anche con l’avvio del Sian, il sistema informatico unico nazionale.
Più fondi e bio. Il nuovo Psr ha la dotazione di un miliardo e 308 milioni (il 7% del totale nazionale), cento milioni in più rispetto al precedente e contiene un’articolazione di “misure” (gli interventi specifici di sostegno al settore) più vasta per le esigenze di chi nei campi realizza qualità produttiva, reddito e cura ambientale. «Dobbiamo produrre solo prodotti destinati ai consumatori che insieme alla grande qualità chiedono anche un racconto, la storia dei cibi e dei luoghi», è l’impostazione che dà l’assessore Falchi, indicando la «maggiore attenzione al benessere animale, anche come strategia per affrontare e battere la peste suina». Le strategie di potenziamento dello sviluppo puntano anche sul biologico: «Non siamo ancora pronti per le grandi produzioni – ammette Elisabetta Falchi – ma ci arriveremo, lentamente, con le coltivazioni integrate». Il Prs prevede sul bio investimenti per 78 milioni.
L’export. Uno scenario che mette la Sardegna in miglioriprospettive: «L’export dell’agricoltura sarda è di 179 milioni, dimensione risibile», la definisce l’assessore dell’Industria Maria Grazia Piras, presente all’incontro di Padru. «Dobbiamo potenziare la trasformazione e la commercializzazione – aggiunge –, mettendo in primo piano l’agroalimentare. Per crescere abbiamo bisogno di mercati europei e mondiali».
Ricciai associati. Prorogato a tutto aprile il periodo di pesca e consumo dei ricci («non potevamo privare i primi turisti di questa bontà», osserva l’assessore), per i pescatori del settore sono in arrivo novità rilevanti: un’organizzazione che li associa e l’introduzione della tracciabilità del prodotto.
Rete del gas. L’assessore Piras porta in Gallura buone notizie sul Bacino 5 del gas, le cui procedure si erano arenate: «Si sta concludendo l’iter per l’approvazione. Firmeremo a giorni la concessione dei contributi e inizieranno i lavori di costruzione della rete del per l’aria propanata e poi per il metano». Non ci sono ancora certezze sulle maggiori risorse sollecitate da Antonio Satta per il territorio.
Energia. Maria Grazia Piras sarà nei prossimi giorni a Olbia per un incontro specifico dedicato al piano energetico regionale, che prevede interventi anche per l’agricoltura, l’efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati.
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