Aperta la Porta Santa nel carcere di Nuchis
Il vescovo Sebastiano Sanguinetti ha presieduto la cerimonia con i detenuti «È possibile rinascere: che questo passaggio simbolico porti alla resurrezione»
TEMPIO. Con una solenne cerimonia religiosa, presieduta dal vescovo monsignor Sebastiano Sanguinetti, è stata aperta ieri mattina nella Casa di reclusione di Nuchis, la Porta Santa o Porta della Misericordia come comunemente sono state chiamate le “Porte”, aperte in questo Giubileo straordinario della Misericordia, voluto da Papa Francesco. La cerimonia ha ripercorso lo stesso cerimoniale del 12 dicembre scorso, quando, di fronte a migliaia di fedeli, venne aperta (prima nella diocesi di Tempio Ampurias), la porta della Cattedrale di San Pietro. Questa volta ad aprirsi è stata la pesante porta in ferro della grande Cappella della Casa di reclusione, dimostratasi questa volta troppo piccola per contenere il gran numero di persone, ospiti della casa, personale, autorità militari e civili e gente comune, che hanno voluto partecipare alla cerimonia. Immutato nei secoli il rito di apertura, preceduto di fronte alla porta chiusa da una serie di preghiere e dai tre colpi di rito che hanno annunciato l’apertura della porta e l’ingresso del vescovo che si è soffermato a lungo in ginocchio prima di recarsi all’altare. Seguita con attenzione l’omelia di monsignor Sanguinetti, rivolta soprattutto agli ospiti che, al termine, lo hanno ringraziato per i concetti espressi verso la loro condizione di reclusi. Giubileo, vita, misericordia, peccato, sconfitta, perdono e resurrezione, sono le parole attorno alle quali è ruotato l’intervento del vescovo che spesso, pur rivolgendosi ad un uditorio prevalentemente non sardo, ha voluto illustrare alcuni concetti attingendo dalle tradizioni locali. «È possibile rinascere – ha detto il vescovo, rivolgendosi ai detenuti – La Porta della misericordia, che oggi abbiamo aperto, diventi per tutti un simbolico passaggio che porti alla resurrezione». L’apertura della Porta Santa in carcere, per il vescovo è stato anche il rispetto di un impegno solennemente assunto il 12 dicembre scorso, quando, in cattedrale, (presenti in incognito anche diversi detenuti), durante l’omelia, (assurta poi a faro del Giubileo, non solo per i presbiteri ma anche per i credenti ed i non credenti), promise, in una logica di solidarietà, l’apertura di una speciale Porta della Misericordia nel carcere di Nuchis.
Ieri, la promessa è stata mantenuta e i carcerati gliene sono stati grati, omaggiandolo con bellissimi manufatti da loro realizzati. Al termine della cerimonia è arrivato anche il saluto del direttore della struttura, Marco Porcu che ha avuto parole di ringraziamento per il presule, e per quanti hanno voluto partecipare alla giornata di riflessione e di festa.
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