Piccole storie della città: un filo lungo quarant’anni
Nel nuovo libro di Marella Giovannelli le memorie e le foto del secolo scorso L’autrice del volume: «Ho raccontato la vita delle famiglie olbiesi dagli anni ’30»
OLBIA. Piccole storie come gioielli incastonati nella memoria di una città che rivive nel ricordo della sua storia. C'é tanto di romantico, senza dimenticare il valore documentaristico, nell'ultima fatica letteraria di Marella Giovannelli: «Piccole storie di Olbia dagli anni Venti agli anni Cinquanta». Un filo rosso che, partendo dal passato, fa della narrazione di volti celebri di Olbia, di pezzi della sua storia, il faro che illumina una cittá, il suo presente e anche il suo futuro. Il progetto nasce da un programma televisivo che la giornalista e scrittrice aveva realizzato nel 1992 per l'allora Teleregione, insieme al collega Mauro Orrù. Cinque puntate che ebbero uno straordinario successo. Immagini supportate da testi che raccontavano storie e personaggi. La Giovannelli ha deciso di raccogliere quei racconti in un libro. «Ho deciso di sbobinare i testi e metterli insieme, aggiungendo nuove storie - racconta Marella Giovannelli - così é nato il libro che sarà in versione cartacea e anche in formato eBook scaricabile su tutti i dispositivi, dal cellulare, al tablet e pc».
Storie e immagini. Il libro è diviso in quattro capitoli, uno per ogni decade: dagli anni '20 fino agli anni '50. Olbia cresce dalla vecchia Terranova, come se germogliasse dalla terra fertile delle persone che ne hanno creato l'humus. Personaggi ripresi dalla trasmissione televisiva, ma anche nuove figure assurte a piccoli miti della tradizione olbiese. Come l'architetto Tamponi o la straordinaria esistenza di Annetta Spano, "l'usignolo della Gallura", una voce splendida che lavorò con mostri sacri come Enzo Tortora e Nunzio Filogamo. Insieme alle storie anche oltre 50 immagini di repertorio dell'Olbia che fu. In fondo il libro di Marella Giovannelli si dipana come una sorta di trattato antropologico che ruota intorno alle famiglie di Olbia. «Ricordo nel libro la vita delle famiglie di Olbia degli anni '30, quando si andava a fare il bagno sulle rive del Padrongianus, che era il vero lido di Olbia - spiega l'autrice - o come si integravano in città tutte le famiglie che venivano da fuori».
La memoria. Il libro sarà presentato mercoledì 27 aprile alle 18 nella Biblioteca Civica Simpliciana dall'autrice insieme a Marco Bittau, caposervizio della Nuova Sardegna, con la lettura dei testi di Mauro Orrù e l'accompagnamento alla chitarra di Mauro Mibelli. Un appuntamento per riscoprire una volta di più il valore della memoria, per capire l'identità di Olbia, guardarsi indietro per saper guardare avanti. «Proposi quella trasmissione all'editore nei primi anni '90, in un periodo particolare della mia vita - racconta ancora Marella Giovannelli - fu un'esperienza straordinaria e spero di restituire quelle emozioni in questo libro». Una collezione di storie della memoria che raccontano Olbia tracciandone un ritratto che non si può dimenticare.
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