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Olbia

Nizzi: «La Zona franca non si farà Inutile la delibera della Regione»

Nizzi: «La Zona franca non si farà Inutile la delibera della Regione»

Il parlamentare e candidato sindaco di Forza Italia boccia a tutto campo il progetto per l’istituzione «Non può essere applicata sul piano normativo, è un atto balneare. Perché hanno deciso solo ora?»

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OLBIA. Lo aveva già prefigurato tempo fa. Ora, carte alla mano dovrebbe avere cambiato idea. Niente. Anzi, è proprio il fatto che la delibera sia stampata nero su bianco che gli dà conferma del proprio convincimento. «La Zona franca doganale non interclusa non si può fare. La decisione della Regione è una presa in giro per i cittadini sardi e per i galluresi in particolare». Settimo Nizzi, già sindaco di Olbia, ora candidato per tornare alla guida della città, parlamentare di Forza Italia, negli ultimi giorni ha ribadito più volte la posizione. «È una delibera balneare», taglia corto riferendosi apertamente all’avvio della campagna elettorale.

Perché questo giudizio così severo, ora che anche ci sono le carte della giunta?

«Chiediamoci come mai se il decreto legislativo è fatto da anni, la Regione ha impiegato tutto questo tempo e solo ora a dieci giorni dalla bandiera a scacchi ci vengono dire che è tutto fatto?».

Quale è la contestazione tecnica?

«La Regione non ha nessuna possibilità di istituire la Zona franca, perché la Dogana in base all’articolo 12 dello Statuto regionale, non è delegata a fare queste cose».

Ma ci sono gli atti preliminari, c’è la perimetrazione.

«Ci propongono tutto questo ben sapendo che il Codice doganale europeo, madre di tutte le norme su dazi e tassazioni (non certo la Regione) entra in vigore il primo maggio e da quella data non potrà essere più istituita la zona franca non interclusa, ma solo interclusa».

Ma lei alla Zona franca ci crede?

«Sono favorevole, ma queste delibere sono una presa per i fondelli per i cittadini sardi e galluresi».

Intanto la delibera va all’esame della commissione ed è stata trasmessa alla Presidenza del consiglio dei ministri.

«Guardi, prima di parlare mi documento. Mercoledì scorso mi sono premurato di vedere come funziona la zona franca di Taranto. A un anno dall’istituzione nessuna azienda si è insediata. Non solo. Ma poichè l’Agenzia interregionale delle dogane è quella che autorizza l’istituzione delle zone franche, bene, ho verificato che nulla finora è stato fatto».

Non considera i benefici fiscali.

«Faccio una sola domanda: chiedete alle 500 aziende insediate nella zona industriale di Olbia quale è la tassa o il tributo che viene ridotto: nessuno».

Insomma, bocciatura a tutto campo.

«Sono atti inefficaci, dal punto di vista delle norme è inapplicabile. Hanno fatto una delibera ma è un atto che non serve a nulla. Anche Dpcm non può essere varato senza il completamento dell’iter. Per cui, con buona pace di tutti la Zona franca non interclusa non può essere fatta né verrà fatta».

Non crede sia un segnale d’attenzione della Regione verso il territorio?

«Peccato che Pigliaru nella campagna elettorale per le regionali dicesse che la zona franca era una bufala e un mese fa disse di poterla fare perché altrimenti non avrebbero potuto intervenire sulla sanità? Per quanto mi riguarda sono pronto a un confronto concreto».

Immaginiamo che tutto vada in porto.

«Se tutto fosse andato a buon fine, ci sarebbe stato un solo caso. Perché abbia la riduzione dei costi (dazio, iva) un’azienda deve acquistare merci da paesi extracomunitari, deve fare la trasformazione nella Zona franca e vendere il prodotto in area extracomunitaria. Se venissero rivenduti in area comunitaria non godrebbero di alcun vantaggio fiscale.Chiedo, pensate siano migliaia le aziende in coda per fare la trasformazione dei prodotti, con il costo del lavoro che abbiamo qui?». (gpm)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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