Le elezioni e il Piano Mancini, primo confronto tra i candidati
Centrosinistra, centrodestra e civici discutono il tema della mitigazione del rischio idrogeologico L’iniziativa del comitato guidato da Felice Catasta, capofila del fronte del no al progetto comunale
OLBIA. Comitati, associazioni e movimenti sono molto attivi nel confronto con i candidati e con i partiti impegnati nella campagna elettorale. È il caso del comitato “Fuori l’acqua da Olbia”, nato sulll’onda delle polemiche contro il piano di mitigazione del rischio idrogeologico. Nei giorni scorsi il comitato, presieduto da Felice Catasta, ha incontrato alcuni candidati e dirigenti di partito dei diversi schieramenti. Naturalmente, proprio il Piano Mancini è stato l’argomento centrale del confronto.
Era presente Settimo Nizzi (Forza Italia) che ha condiviso con il comitato l'idea che l'acqua alluvionale debba defluire in mare senza esser portata in città, ma seguendo un’ progetto diverso, comunque contraria al piano approvato dall'amministrazione, che prevede di trattenere l'acqua in 4 vasche di laminazione all'interno e nelle immediate vicinanze della città. Nizzi ha dichiarato che il suo primo atto da sindaco sarebbe la revoca dell'intero Piano Mancini.
Presente anche Renato Azara (il Partito dei sardi, schietrato con la Coalizione civica e democratica) che si è impegnato ad approfondire e a riportare nel partito e nella coalizione le sue personali sensazioni favorevoli alla impostazione del comitato.
Su un altro fronte presenti anche Marco Piro, Michele Fiori e Tiziano Pinna (Forza Olbia, in campo con Vanni Sanna) che hanno ribadito la loro avversità al Piano Mancini e si sono impegnati a far sì che vengano apportate significative modifiche al piano.
Era presente anche Marco Balata (L'altra Olbia) che ha ricordato il suo totale e incondizionato no al Piano Mancini condiviso fin dal primo momento con il Comitato per la salvaguardia idraulica di Olbia.
Quindi Antonio Appeddu (Unidos, al fianco di Balata), anche lui del fronte del no al Piano Mancini. Appeddu ha illustrato la necessità di rinnovare procedure e regolamenti per il funzionamento della macchina amministrativa del Comune al fine di dare maggiore efficacia e identità agli atti prodotti
Infine era presente Angela Corda (segretario cittadino (del Pd) che ha manifestato l’interesse del partito al sentire dei cittadini per cercare di intercettare e interpretare al meglio i loro bisogni. «A proposito del piano di mitigazione del rischio idrogeologico – ha ricordato Felice Catasta – il Pd p ha discusso a lungo anche a seguito della documentazione presentata dal nostro comitato in un primo incontro tenuto circa un anno fa, ma era poi prevalsa la posizione del gruppo consiliare favorevole al Piano Mancini». Angela Corda adesso si è impegnata a proseguire il confronto con il gruppo consigliare per favorire un ulteriore approfondimento che tenga conto delle indicazioni scaturite dal direttivo del partito, propenso alla riconsiderazione del tutto».
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