Revocato il sequestro milionario
Il re delle discoteche nel mirino del fisco per una compravendita
PORTO CERVO. Il tribunale del riesame di Tempio ha revocato, ieri mattina, il sequestro per equivalente di 4 milioni e ottocentomila euro disposto dalla procura della Repubblica su tre conti correnti e su una villa appartenenti ad Antonello Verona, gestore delle mitiche discoteche Sottovento e Sopravento di Porto Cervo. La vicenda processuale, risolta nel breve giro di pochi giorni dal legale dell’imprenditore, l’avvocato Filippo Orecchioni, è relativa ad un contenzioso fiscale avviato, nel 2008, dall’Agenzia delle Entrate di Olbia che contesta ad Antonello Verona una presunta evasione fiscale di 4,2 milioni di euro per la cessione di Villa Armony, un complesso turistico alberghiero acquistato da una società facente capo alla famiglia Crociani, imparentata con il principe Carlo Di Borbone, il principe di Napoli e delle due Sicilie. Il complesso, realizzato a Monti Tundu (nelle vicinanze di Abbiadori) fu ideato e costruito alle fine degli anni Ottanta da Antonello Verona come Resort a cinque stelle con Spa. Nel 2008 Villa Armony venne ceduta alla Vitrociset di Edoarda Vesel Crociani, la vedova di Camillo Crociani, l’imprenditore scomparso nel 1980 in Messico, già presidente di Finmeccanica e uno dei protagonisti dello scandalo Lockheed, nel quale rimasero invischiati negli anni Settanta i massimi vertici della prima Repubblica, compresi ministri e l’allora capo dello Stato. La figlia di Camilla Crociani sposò Carlo di Borbone nella chiesa Stella Maris di Porto Cervo, e dopo i festeggiamenti si perfezionò l’acquisto del centro residenziale. Stando agli accertamenti condotti dall’Agenzia delle Entrate per quella transazione non vennero dichiarati tutti gli introiti, ed un primo accertamento, per una presunta evasione di oltre due milioni di tasse, venne annullato dalla commissione tributaria di Sassari. Subito dopo gli ispettori fiscali avviarono un nuovo accertamento che, nei giorni scorsi, era sconfinato in una segnalazione alla procura della Repubblica dove si contestava la presunta evasione fiscale per 4,2 milioni di euro, più more ed interessi legali. Il sequestro per equivalente disposto martedì scorso dal gip del tribunale su richiesta dalla procura della Repubblica di Tempio era stato impugnato dal legale di Antonello Verona il quale,nel contestate quello che ritiene «un eccesso di zelo da parte dell’Agenzia delle entrate, considerato che il mio assistito ha già aderito ad una transazione per la quale si è accordato, con l’ufficio procedente, a saldare il suo debito con una rateazione», ha sollecitato il dissequestro dei conti correnti e della villa di famiglia. Richiesta accolta ieri dal tribunale del riesame.
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