Prelevava soldi dai conti correnti: condannato l’ex direttore postale
Maurizio Guerzi, licenziato in tronco dall’azienda, è finito nei guai giudiziari per ben due volte Ieri l’ex funzionario infedele è stato condannato a quattro anni e mezzo di reclusione per peculato
TEMPIO. Maurizio Guerzi, l’ex direttore dell’ufficio postale di Calangianus, beccato per ben due volte con le mani nei conti correnti dei suoi clienti, è stato condannato, ieri pomeriggio, a 4 anni è mezzo di reclusione per peculato, circonvenzione di incapace e indebito utilizzo di carte di credito.
L’uomo, stando alle accuse che hanno portato alla condanna emessa ieri dal tribunale di Tempio presieduto da Gemma Cucca, avrebbe alleggerito di ben 120 mila euro i conti di due anziani correntisti che avevano depositato i loro risparmi nelle poste di Calangianus.
A rendersi conto dei sostanziosi ammanchi erano stati i parenti degli anziani possidenti, i quali si sono costituiti parte civile nel processo penale intentato contro il funzionario infedele affidando la loro tutale all’avvocato Gian Mario Lisca. Ieri hanno ottenuto 30 mila euro come risarcimento provvisionale, mentre il resto sarà quantificato in sede civile. Maurizio Guerzi, nell’ottobre del 2015, venne arrestato dagli uomini della guardia di finanza che lo avevano filmato mentre prelevava, dal bancomat delle poste di Calangianus (dove nel frattempo era rientrato al lavoro), i soldi di una anziana pensionata residente a Londra. L’ex funzionario infedele, 55 anni, aveva richiesto alla direzione centrale delle Poste i duplicati delle carte di credito e con queste aveva prelevato per alcuni mesi, dai risparmi dell’anziana correntista, ignara degli indebiti prelevamenti, circa 80 mila euro.
Questa seconda indagine,condotta dal sostituto procuratore Angelo Beccu e dal capo della procura della Repubblica di Tempio Domenico Fiordalisi, sta per concludersi.
Maurizio Guerzi, dopo che aveva ottenuto la libertà (era detenuto agli arresti domiciliari) chiese e ottenne dal tribunale del riesame di Sassari, nel dicembre scorso, l’annullamento del provvedimento di sospensione dal servizio. Poste Italiane lo aveva reintegrato al lavoro, ma senza incarichi dirigenziali o di carattere finanziario, sino al licenziamento per giusta causa, stabilito dalla commissione disciplinare del ministero delle finanze, poco meno di un mese fa. Nel corso della perquisizione domiciliare nella abitazione di Tempio glu uomini del nucleo tributario della guardia di Finanza di Sassari trovarono la carta utilizzata per i prelievi e il duplicato del libretto di risparmi intestato all'ignara vittima, oltre ai contanti prelevati pochi istanti prima di essere arrestato. Negli anni scorsi l'uomo era già finito nei guai per una vicenda analoga, accusato di essersi messo in tasca 120mila euro sottratti dai risparmi di alcuni anziani, vicenda per la quale è stato condannato ieri. I difensori dell’uomo, gli avvocati Giovanni Inzaina e Pietro Diaz attendono ora il deposito delle motivazioni che hanno portato alla condanna del loro assistito per valutare il ricorso in appello contro la sentenza di primo grado.
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