Scontro politico sulla Zona franca M5S: siamo fuori tempo massimo
Maria Teresa Piccinnu e i grillini contestano le posizioni di Sanna e dell’Alleanza civica per Olbia «C’è un nuovo codice doganale. Meglio un aiuto concreto alle imprese colpite da crisi e alluvione»
OLBIA. Se giuridicamente lo è per i vantaggi fiscali, politicamente non lo è per il confronto politico. Sì, alla vigilia del via ufficiale alla campagna elettorale, la zona franca diventa un braciere rovente per lo scontro politico. «La zona franca non interclusa non potrà essere attivata». Netta la posizione del Movimento 5Stelle Olbia. Che sceglie un altro percorso: «Siamo del parere che l’ideale da perseguire sia uno sviluppo attento alle necessità delle piccole e medie imprese presenti sul territorio olbiese».
La valutazione dei Cinquestelle contesta le posizioni di Vanni Sanna, il candidato sindaco dell’Alleanza civica per Olbia, che della Zona franca non interclusa ha fatto da tempo un cavallo di battaglia, fino a incassare nei giorni scorsi anche il contrasto pieno da parte di Settimo Nizzi, anch’egli candidato sindaco per Forza Italia.
Il M5S, che propone alla guida della città la candidata Maria Teresa Piccinnu, spiega perché la Zf non andrà avanti: «Al momento, risulta carente di un tassello fondamentale per la sua realizzazione: non è stato infatti emanato il Decreto del presidente del consiglio dei ministri che l’avrebbe resa operativa». Non solo. Il M5S ribadisce un altro elemento: «Va anche precisato che dall’1 maggio 2016 è entrato in vigore il nuovo regolamento doganale, secondo il quale gli Stati membri dell’ Unione europea non potranno istituire direttamente le proprie zone franche. In breve, siamo fuori tempo massimo».
Se anche fosse efficace la previsione di un adeguamento normativo entro il 19 giugno per chi ha avviato le procedure nei tempi della precedente normativa, al M5S c’è la convinzione del nulla di fatto. «Si parla comunque di uno strumento che non avrebbe abbattuto le imposte gravanti sul tessuto imprenditoriale, ossia imposte sui redditi (Irper, Irap, Ires, addizionali regionali e comunali), imposte indirette (Iva) e altri tributi locali. Inoltre bisogna sottolineare che i dazi di cui tratta si riferiscono esclusivamente alle merci importate (fattore tutt'altro che positivo se visto in chiave di sostegno al sistema produttivo sardo e allo sviluppo delle varie filiere)».
Il Comune, dice il M5S, ha fatto anche «un’affermazione non corretta» proponendo l’incontro del 31 dicembre 2015 , sostenendo che la delibera di Giunta regionale avrebbe sostituto a tutti gli effetti di legge, le norme previste nel decreto 75/98, «ciò ai sensi dell’intervenuta modifica dell’articolo 117 della Costituzione che in materia di rapporti con l’Unione europea avrebbe conferito competenza concorrente con lo Stato alla Regione Sardegna».
Quindi, seppure non citato, l’attacco diretto a Vanni Sanna: «Ci chiediamo quindi, a che pro impostare la propria campagna elettorale dando per acquisita una Zona franca che invece, oltre al passaggio in giunta regionale, avrebbe avuto bisogno anche del passaggio obbligatorio a Roma, con decreto del Presidente del Consiglio e che non porta i vantaggi economici che si vogliono sottintendere». Più utile, conclude il M5S «un aiuto concreto e tangibile alle Pmi per la ripresa dei settori che maggiormente hanno risentito della crisi socio economica e delle recenti alluvioni».
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