La Nuova Sardegna

Olbia

Cultura e maxi yacht, alleati per il turismo

di Serena Lullia
Cultura e maxi yacht, alleati per il turismo

Nel Forum del lusso possibile gli Stati generali della nautica e show del critico d’arte Vittorio Sgarbi

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INVIATA A PORTO CERVO. Il super ospite non fa proprio un bello spot alla nautica da nababbi. Il critico d’arte Vittorio Sgarbi ruba la scena al “Forum sul lusso possibile”. Era stato invitato per parlare di come la grande nautica possa diventare alleata della cultura. «Solo ieri sera ho saputo che non dovevo parlare ai soci Fideuram», esordisce Sgarbi. Dà così il via a un monologo colorito, a tratti di cattivo gusto, farcito di parolacce, sessismo e omofobia, in cui la nautica e la cultura sono comparse. Secondo un copione rodato negli anni.

Poco prima dell'intervento di Sgarbi il presidente di Nautica Italiana, Lamberto Tacoli aveva fatto il punto sul prezioso segmento del mercato italiano della nautica. «Siamo i più bravi al mondo nel costruire yacht sopra i 24 metri ma siamo leader mondiali anche nella gommonautica e nell’accessoristica».

Qualche minuto dopo la dose di orgoglio italico dispensata da Tacoli parte lo Sgarbi show. Depurato dal turpiloquio il suo intervento suona così. «Il titolo di questo convegno deve essere uscito da una mente perversa. Come chi ha inventato il termine turismo sostenibile. Non so poi chi abbia pensato al titolo del mio intervento “La grande nautica come alleato dei beni culturali”. L'unico modo per essere alleati è evitare la nautica. Quelle bare da 40milioni di euro arredate con oggetti ripugnanti, disegnate da qualche architetto malato». Ma Sgarbi non si ferma. Si lamenta per il trattamento riservato al suo arrivo. Racconta di aver trovato il ristorante dell'hotel Cervo chiuso e aver dovuto cenare con toast e patatine. Versione smentita dal Cervo. «Sgarbi pretendeva che a mezzanotte il ristorante fosse aperto. Gli abbiamo servito una fantasia di antipasti sardi ma lui voleva la pizza». Gli studenti delle scuole invitati a partecipare agli Stati generali della nautica di lusso ridono divertiti più per il turpiloquio che per i contenuti del discorso di Sgarbi. Che per fortuna qualcosa di buono riesce a dirla. Ad esempio che l'Italia e la Sardegna sono ricche di cultura e arte purtroppo non valorizzate. «Il turista si deve divertire altrimenti invece di venire in Sardegna va a Ibiza che è un posto di m… – dice –. Un diportista deve scoprire l’inaspettato, deve scendere dal suo yacht e andare a vedere le bellezze a pochi chilometri. Divertire significa cambiare strada, trovare qualcosa di nuovo che arricchisca l’esperienza del visitatore. Io ieri sono andato a visitare il faro di Porto Ferro»

La parte più interessante del forum finisce compressa nella tarda mattinata. Emerge che l’industria del lusso, nel mondo vale un trilione di euro, +5% rispetto al 2014. L’Europa ha le più alte quote di mercato. D’estate il 70% dei grandi yacht transitano nel Mediterraneo. L’80% è costruito in Italia. 6600 le ville galleggianti che hanno solcato il Mediterraneo nel 2015. Le barche di questo tipo potrebbero passare dalle attuali 5.113 a 5.973 nel 2030. «L’emozione è una delle prime attrattive soprattutto per i ricchi visitatori – commenta Giovanni Gasparini, presidente Federagenti yacht –. Ed è su questo che dobbiamo lavorare. In modo aggressivo. Dobbiamo convincere i nostri clienti in modo che non si stacchino più, non con l’acciaio ma con l’arma della bellezza».

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