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Olbia

Careddu: noi, figli di Olbia pronti a governare la città

di Serena Lullia
Careddu: noi, figli di Olbia pronti a governare la città

La pioggia rovina la serata di musica e parole organizzata dalla Coalizione civica Il concerto e la presentazione dei candidati è stata rinviata a data da definire

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OLBIA. Una dichiarazione d’amore per la sua città sotto la pioggia. Il candidato sindaco della Coalizione civica e democratica, Carlo Careddu, è costretto a rinviare la serata di musica e parole. Ma non rinuncia a parlare alla sua gente arrivata in piazza Regina Margherita sotto l’ombrello. «Voglio bene a questa città. È la mia città, che ho visto ridere, piangere, cadere e rialzarsi. E non mi vergogno di provare questo sentimento genuino, vero – dice dal palco –. E quando si prova un sentimento di questo tipo non si può che volere il meglio per lei».

Careddu spiega il suo progetto per la città mentre annuncia il rinvio del concerto a data ancora da definire. Tony Derosas, Tony Marino, Angelo Bonomo, Sebastiano Chiodino e altri artisti locali regaleranno la loro musica alla città nel nome della Coalizione civica non appena il tempo si sarà ristabilito. In stand by anche liste e candidati che ieri avrebbero dovuto presentarsi agli elettori. «Siamo un gruppo di giovani, persone competenti, una generazione di olbiesi internazionali, figli di Olbia che dopo aver maturato esperienze fuori sono tornati per dare alla città i loro migliori anni – aggiunge il candidato sindaco, 39 anni, avvocato –. Intendiamo prendere per mano Olbia e guidarla verso la felicità. Siamo un gruppo di giovani che dice “ora tocca a noi, abbiamo un progetto per la città, non per noi stessi, non per cercare stipendi o occupare scranni”. Qualcuno guardandoci ci prende in giro dicendoci che siamo dei ragazzini, che non abbiamo il physique du rôle per governare Olbia. A questa gente rispondiamo che abbiamo le spalle larghe e ai professionisti della politica replichiamo: “non intendiamo rottamarvi. Vi chiediamo di fare un passo non indietro ma al lato, perché abbiamo bisogno anche di voi. Ma adesso tocca a noi”». Per qualche minuto la pioggia concede una tregua, ma il concerto è ormai saltato. Come anche l’opzione di trasferirsi in piazza Mercato. «Il nostro è un arrivederci a presto – conclude Careddu, –. Nel frattempo stateci vicino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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