Esercito di 600 candidati per conquistare il Palazzo
Molto elevata la componente femminile: sono oltre 260 le aspiranti consigliere Emerge forte il tentativo di rinnovamento ma tanti “leoni” della politica resistono
OLBIA. Una corsa lunga quattro settimane per conquistare la fascia tricolore e le poltrone del Consiglio comunale. Una maratona in cui toccherà ai cittadini dimostrare pazienza e resistenza. Costretti a subire l'assalto di un esercito di 600 candidati a sostegno di cinque agguerriti aspiranti primi cittadini. Per le strade e sulla piazza virtuale di Facebook bisognerà convivere fino al 4 giugno con spacciatori di santini di carta a ogni angolo della città, condivisioni e tag di slogan elettorali lanciati, rilanciati sui social. Faccioni sorridenti appiccicati sui muri. E chissà quali altri originali stratagemmi le coalizioni si inventeranno per conquistare i voti.
Da sei a cinque. Cinque anni fa gli aspiranti primi cittadini erano sei. Oltre a Gianni Giovannelli e Settimo Nizzi si erano candidate due donne: Lisa Corimbi con una lista indipendentista e Cristina Dessole con una civica, più Giammaria Bellu per Progres e Giovanni Puggioni per la Lega nord. Quest’anno il copione sarebbe stato lo stesso se la candidatura dell’avvocato Gianni Spanedda non fosse stata respinta all’ufficio elettorale per numero insufficiente di firme.
Uniti e divisi. Le comunali 2016 hanno un significato profondo non solo per il futuro della città. Costringono alla resa dei conti i partiti tradizionali. I primi evidenti segnali si sono visti nella fase di definizione delle liste. Certificato lo smembramento del centro destra e la riappacificazione del centrosinistra. Qualche mese fa si è consumata la divisione azzurra. Da un lato Forza Italia, o ciò che ne resta, ha scelto il candidato sindaco Settimo Nizzi; i ribelli di Forza Olbia hanno preferito Vanni Sanna.
Chi ha dato invece prova di unità è stato il centro sinistra che in Carlo Careddu ha trovato un buon motivo per stare insieme dopo anni col coltello tra i denti. Il commercialista Marco Balata ha saputo invece intercettare il consenso della galassia indipendentista. A eccezione del Partito dei sardi che ha scelto Careddu e la sua Coalizione civica, sono con Balata Unidos, Sardigna Nazione e Psd’Az. Purismo da 5 stelle per la lista di Maria Teresa Piccinnu: 27 candidati che non appartengono ai partiti e non hanno mai governato.
Volti vecchi e nuovi. Il giovanilismo a tutti i costi è un slogan che non fa molti proseliti. Si parla più di rinnovamento e competenze. E in effetti in ogni lista la componente novità è molto massiccia. C’è poi chi, come i 5 stelle e l’Altra Olbia hanno optato per candidati completamente nuovi. Nelle altre liste alcuni leoni della politica resistono al tempo, pronti a sfoderare le armi di una esperienza decennale per conquistare un posto in Consiglio.
Le estrazioni. Nella scheda elettorale in versione lenzuolo, il primo nome del candidato sindaco che comparirà è quello di Vanni Sanna con le sue sette liste (Riformatori, Mps Zona Franca, Fratelli d’Italia, Cittadini per Olbia, Olbia civica, Progetto Olbia e Forza Olbia). Gli elettori troveranno poi Marco Balata con le sue quattro liste (L’Altra Olbia, Sardigna Nazione, Psd’Az, Unidos e La Base). Segue Maria Teresa Piccinnu con la lista del Movimento 5 Stelle; in coda Settimo Nizzi con le quattro liste (Noi con Salvini, Lista Nizzi, Olbia unica, Forza Italia); e Carlo Careddu con sei liste a sostegno della sua candidatura a sindaco (Partito democratico, Olevà, Siamo Olbia, Olbiafuturo, Upc, Partito dei sardi).
Esercito rosa. Sono oltre 260 le donne che parteciperanno alla competizione elettorale di giugno. Tra le liste più rosa, Olbia unica, Olevà e Partito dei sardi.
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