Blue tongue, l’Asl ribatte: il sindaco sapeva
Berchidda, per il servizio veterinario la comunicazione è stata tempestiva e la fiera andava sospesa
OLBIA. Il sindaco avrebbe dovuto sospendere la fiera degli ovini anche se non era scritto esplicitamente nella nota, perché «l’imminenza dell’evento, e il predominare della tutela e salvaguardia della salute pubblica, fornivano alla comunicazione verbale lo stesso valore della comunicazione formale inviata in un secondo momento, in seguito alla ricezione del “rapporto di prova” dell’ Istituto zooprofilatico sperimentale della Sardegna». È quanto sostiene l’Asl di Olbia, ribattendo alle dichiarazioni del sindaco Andrea Nieddu e alla sua decisione di non sospendere la fiera pur essendo stati scoperti tre focolai di Blue tongue nell’agro di Berchidda. «In vista della fiera – scrive l’Asl – , l’amministrazione comunale, il 27 aprile scorso, aveva richiesto alla Regione l’autorizzazione per l’introduzione di agnelli non vaccinati appartenenti a greggi vaccinate. Il 29 aprile, la Regione ha autorizzato la movimentazione a patto che si dimostrasse, attraverso prelievi appositi, l’assenza del virus. Il 2 e 3 maggio sono stati eseguiti i prelievi sui capi ovini: l’esito degli esami eseguiti a tempo di record dall’Istituto zooprofilatico sperimentale della Sardegna sui prelievi del 3 maggio – prosegue l’Asl –, hanno evidenziato la presenza del virus della Blue Tongue. L’esito è stato anticipato verbalmente sin dalla mattina di venerdì 6 maggio, per poi essere formalizzato il giorno dopo in seguito all’arrivo del rapporto di prova». I prelievi eseguiti sono stati inviati al centro specializzato di Teramo per l’individuazione del sierotipo. Ma in presenza dei focolai, è scattato subito il protocollo ministeriale che impone il blocco della movimentazione degli ovini nel raggio di quattro chilometri dal focolaio stesso. La comunicazione al sindaco da parte dei veterinari sulla positività virologica dei tre capi ovini «è stata quindi tempestiva e reiterata – sottolinea la nota dell’Asl di Olbia –, sia con gli allevatori interessati dal focolaio che, in particolare, con l’amministrazione comunale di Berchidda, ai quali sin dalla mattinata di venerdì 6 maggio è stato comunicato e ribadito in diverse occasione che, per il fatto che la fiera ricadesse nel raggio di 4 chilometri da uno dei due allevamenti virologicamente positivi e che il sierotipo fosse sconosciuto, la movimentazione degli ovini, anche quelli vaccinati, non sarebbe stata autorizzata (alle Asl di appartenenza spetta infatti l’autorizzazione alla movimentazione). Pur comprendendo il dispiacere degli organizzatori dell’evento, si ribadisce che l’Asl di Olbia e i suoi operatori hanno agito a tutela esclusiva della salute animale e pubblica». La nota dell’Asl si conclude preannunciando che «quanto accaduto sarà oggetto in questi giorni di approfondimento e valutazione da parte degli organi competenti, ovvero Asl, Regione e Ministero».
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