La Nuova Sardegna

Olbia

Calangianus saluta l’imprenditore amico degli operai

di Pietro Zannoni
Calangianus saluta l’imprenditore amico degli operai

Addio a Ezio Molinas, industriale tra sughero e turismo Aveva puntato sugli hotel. I lavoratori: si preoccupava di noi

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CALANGIANUS. In una realtà profondamente caratterizzata dal culto del lavoro, l’improvvisa scomparsa di uno dei fratelli Molinas, Ezio, di 63 anni, è un evento che ha profondamente toccato l’intera comunità.

Calangianus sa bene quanto deve ai fratelli Molinas in questi anni di crisi. Loro non hanno mai mollato e il loro stabilimento di sughero è come il simbolo di un’ imprenditoria che viene da lontano e non può arrendersi. Ezio, il quarto degli otto figli (Piero, Luciano, Franco, Ugo, Giovanna, Renato, Walter) di ziu Pippinu, è stato stroncato da un male incurabile in pochi mesi.

Ziu Pippinu è l’anziano artigiano che fra gli anni 60 e 70 pose le basi di una di quelle che è diventata una delle più grandi aziende di sughero grazie ai suoi rampolli, che poi hanno proseguito al meglio diversificando la propria attività nel settore turistico, comprando l’hotel Sporting e la marina a Porto Rotondo, acquisendo altri alberghi tra cui quello di Petra Bianca a Cala di Volpe e altri investimenti in porti e hotel a Marinella e Cala Bitta.

I fratelli Molinas hanno saputo sfruttare al meglio il dna imprenditoriale trasmessogli dal padre e grazie a loro, in questo periodo di grande crisi, il paese vanta un ‘azienda che regge la sfida ed è alla ricerca di nuove strade per il futuro nel mondo dei tappi si sughero per le grandi aziende del vino in Italia e in Europa.

Enzo - sposato con Annamaria dalla quale ha avuto un figlio di 17 anni, Giuliano - era il più discreto della famiglia già riservata di suo, lavorava con umiltà. Intorno a lui una rete di rapporti veri. Con gli amici di infanzia, memorabile il viaggio che affrontarono nel 1975 raggiungendo Instanbul con un fuoristrada.

«Era il più buono fra noi» dice uno dei fratelli. Suo compito curare la fabbrica Portital aperta nel nord del Portogallo, che visitava ogni mese. A lui provvedere all’approvvigionamento della materia dalle sugherete in Sardegna, ma quando si investì nel turismo ebbe un altro gravoso impegno: seguire i vari cantieri sulla costa. Il capolavoro della sua programmazione è stata la tempestività con cui concluse i lavori dell’hotel Marana lo scorso anno.

Gli operai e i lavoratori che salgono per l’ultimo saluto alla Piraccia, quartiere ove i Molinas hanno le abitazioni, ricavate nella prima fabbrica di ziu Pippinu, ne evidenziano le doti umane, la modestia, l’umiltà, il rispetto . «Per lui - dice un operaio - eravamo persone con un volto ed una storia, ci chiedeva dei figli, della famiglia e ci ripeteva con pacatezza che per uscire dalla crisi occorreva svolgere il lavoro al meglio. “Se il lavoro è benfatto tutti se ne trae vantaggio: l’azienda. l’operaio, la tua famiglia”.»

I funerali stamane alle 10,30 nella parrocchiale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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