La Nuova Sardegna

Olbia

L’aula non approva il bilancio, anzi sì

di Serena Lullia
L’aula non approva il bilancio, anzi sì

Primo voto nullo per mancanza del numero legale. Al secondo appello e con i rinforzi la maggioranza dà l’ok alla delibera

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OLBIA. L’atmosfera è da ultimi giorni di scuola, quando tra i banchi siedono più che altro gli studenti responsabili, i secchioni o chi tenta l’interrogazione riparatrice. La delicatezza dell’argomento all’ordine del giorno, l’approvazione del bilancio, non convince il Consiglio comunale a non marinare la penultima seduta della legislatura. I banchi della minoranza restano quasi tutti vuoti. Forza Olbia e Forza Italia, divise in campagna elettorale, si ritrovano unite nello snobbare la massima assemblea. Per gli azzurri si presenta, puntualissimo come sempre, il consigliere di Fi Valerio Spano. A tenere alta la bandiera dell’opposizione altri tre consiglieri: Tonino Pizzadili, Stefano Fancello e Giovanni Cassitta. Tutti e tre non sono candidati. Nelle file della maggioranza c’è il numero risicato per approvare le delibere all’ordine del giorno. O quasi.

Numero legale assente. La legge stabilisce che il bilancio di previsione, il documento economico che detta le regole della spesa del Comune, venga approvato da 21 consiglieri. Dopo una lettura flash della delibera, l’aula è chiamata a votare. La maggioranza vota sì compatta. I colleghi della minoranza estraggono la scheda. Il tabellone elettronico delle presenze inchioda la maggioranza. Solo 19 voti. Manca il numero legale. Nessuna conseguenza reale per il Comune. Ma l’ennesima caduta sul filo dei numeri che ha caratterizzato l’acrobatica amministrazione Giovannelli.

Il minigiallo. Per qualche minuto le opposizioni evocano lo spettro del commissario ad acta. Ma la segretaria comunale, Stefania Giua, garante dell’applicazione di leggi e regolamenti, chiarisce. Il bilancio è stato approvato con 19 voti favorevoli ma manca il numero legale. È prevista un nuovo appello dopo mezzora e la conseguente rivotazione del provvedimento economico.

Caccia al consigliere. La mezzora lievita a quasi un’ora. Intanto partono le chiamate ai consiglieri assenti. I loro voti sono preziosi per garantire il numero legale. Il nuovo appello conferma che ci sono i numeri obbligatori per legge. Il bilancio passa in seconda votazione con 17 voti a favore, uno contrario quello di Stefano Giua e quattro astenuti (Monica Fois, Nicola Midulla, Mirko Varchetta e Vanni Sanna). La maggioranza tira un sospiro di sollievo. Ma Tonino Pizzadili, ormai verso l’addio agli scranni del Consiglio, non rinuncia a sottolineare la poco chiara operazione di voto. «È passata più di mezzora come stabilisce il regolamento – afferma –. Permangono su questa delibera dei dubbi di legittimità».

Il piano delle alienazioni. Prima del voto sul bilancio, l’assessore Ninni Chessa su richiesta del consigliere Pizzadili, aveva illustrato nel dettaglio il Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni degli immobili. Nell’elenco i soliti gioielli più o meno lucenti che possiede il Comune. Tra i beni in vendita l’ex Consorzio agrario, un rustico fatiscente a Osseddu, le Case minime in via Roma, l’ex ostello della gioventù. Tra gli edifici da valorizzare l’ex mattatoio, i parcheggi interrati di piazza Mercato, la vecchia dogana di Sa testa, l’Expo di via delle Terme, il Michelucci, l’ex polveriera in zona Fausto Noce. «Mancano diversi edifici dall’elenco, come l’ex ospizio, ma anche tutte le aree standard – attacca il consigliere Pizzadili di Unidos –. E per molti di questi le valorizzazioni annunciate da anni non sono mai state realizzate». Risponde Pietro Spano (Pd). «Gli edifici che si decide di inserire nell’elenco e come valorizzarli sono una scelta politica».

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