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Olbia

Club Med, un oblio lungo 10 anni

di Walkiria Baldinelli
Club Med, un oblio lungo 10 anni

La Maddalena. Pedroni: «La Regione faccia un sopralluogo a Caprera e dica se ha idee per rilanciarlo»

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LA MADDALENA. L’ex Club Med di Caprera, inutilizzato da dieci anni, ancora oggi è in mano alla Regione. Il gruppo di minoranza “Il vento che cambia” invita il governatore della Sardegna a recarsi sull’isola per chiarire la posizione dell’ente, proprietario della struttura. Chiede anche un Consiglio comunale ad hoc e aperto per discutere sul futuro di uno dei gioielli del turismo pioneristico degli anni Sessanta.

La storia. Arenato il progetto per la trasformazione dei bungalow in stanze di un hotel a 5 stelle, il Club Med tre anni fa ottenne la rescissione del contratto trentennale. Il colosso francese restituì le chiavi della struttura per la quale, dal 2006, versava nelle casse cagliaritane 210mila euro di canone annuo. Oggi il villaggio di capanne è presidiato da un guardiano, il servizio di sorveglianza è pagato dalla Regione. All’orizzonte non si profila alcuna proposta di valorizzazione né di riconversione. Per questo l’opposizione ha chiesto un incontro sull’isola col presidente Francesco Pigliaru e un Consiglio comunale ad hoc. Il piano di ristrutturazione ipotizzato dal Club Med prevedeva 600 posti letto, richiesto nel 2005-2006 non fu mai preso in considerazione.

Vecchie proposte. Il Consiglio, durante l’ultima legislatura dell’ex sindaco Angelo Comiti, nel 2013 approvò con voto unanime un ordine del giorno col quale chiedeva alla Regione la cessione dei terreni demaniali all’ente locale al costo simbolico di 1 euro. Il Comune a sua volta avrebbe potuto riassegnare le aree, creando opportunità di sviluppo e lavoro per il territorio.

La richiesta. «Tutto è poi finito nel dimenticatoio – dice il capogruppo Gaetano Pedroni –. Vogliamo capire se la Regione ha idee fattibili o se è disposta ad accoglierne per ristrutturare o rimodulare il villaggio, in tempi brevi e certi. Eventuali proposte andranno esaminate nel salone consiliare per capire bene quali ricadute economiche ci possono essere per il territorio. E soprattutto se potranno essere garantiti di nuovo quei 150 posti di lavoro persi. In ogni caso, vanno valutate opportunità concrete di lavoro per i giovani e le imprese locali». Il tempo dell’attesa è finito. «È un delitto continuare a osservare il degrado in cui versa il villaggio di Caprera– sottolinea il capogruppo Pedroni –. Occorre una rivendicazione unitaria, di tutto il Consiglio. Lo dobbiamo anche ai nostri disoccupati: giovani e meno giovani».

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