Il killer di un boss di mafia si racconta
Oggi e domani la presentazione del libro scritto da un detenuto nel carcere di Nuchis
TEMPIO. Nell’ambito dell’iniziativa “Maggio dei Libri”, campagna nazionale nata nel 2011 con l’obiettivo di valorizzare nel nostro Paese il valore sociale della lettura come crescita personale, culturale e civile, e a cui Tempio aderisce per la prima volta, oggi - dopo la presentazione, qualche giorno fa, della favola “Un Piccolo grande tenore” ispirata all’opera ed alla vita di Bernardo Demuro e dopo la presentazione del libro “1955/2015-60 Anni di storia”, che racconta la storia del Rotary club tempiese dalla nascita ai nostri giorni - sarà la volta della presentazione del libro Malerba del giornalista Carmelo Sardo, vice caporedattore cronache del Tg5 e di Giuseppe Grassonelli, killer condannato all'ergastolo per l’uccisione di un boss che aveva distrutto la sua intera famiglia.
Il libro, vincitore del premio “Leonardo Sciascia – Racalmare 2014”, verrà presentato alle 18 nella biblioteca comunale al Palazzo degli Scolopi e domani nella Casa di reclusione di Nuchis. Una occasione, quella odierna, sicuramente da non perdere sia per la notorietà degli autori, sia per la storia che racconta la parabola di un uomo entrato in carcere semianalfabeta per scontare una condanna “fine pena mai”, che non prevede permessi o sconti e che oggi, grazie alla lettura, è un uomo dalla cultura immensa, laureato in Lettere con 110 e lode. «Un detenuto modello - si legge in una presentazione - che in carcere capisce che il riscatto può arrivare solo dal Sapere».
Mentre oggi nella biblioteca del Palazzo degli Scolopi è previsto il pienone di sempre, fatto di cittadini liberi, uomini e donne, giovani e meno giovani, desiderosi di apprendere e di conoscere, ben diversa sarà la platea che domani, con inizio alle 11, ascolterà la lettura e la presentazione nella Casa di reclusione di Nuchis, c classificata di alta sicurezza e con molti “fine pena mai” fra i circa duecento ospiti. «A parlare loro - dice ancora il comunicato illustrativo dell’evento - sarà la voce di un uomo che può capire più di ogni altro. Che ha fatto quindici anni di “carcere duro”, di cui tre in totale isolamento e che oggi fa i conti con il suo passato usando le parole, la scrittura e la memoria come unica arma potentissima contro la silenziosa omertà del male». Il carcere di Nuchis, dove da tempo si sperimenta il modello della Giustizia riparativa, con questo tipo di iniziative, cui ormai è aduso, si avvia a diventare, primo carcere in Italia, un “laboratorio” sociale di sperimentazione amministrativo-politica ad approccio riparativo– relazionale sul modello delle restorative city inglesi. (a.m.)
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