La Nuova Sardegna

Olbia

Le disfunzioni nella Asl: il reparto otorino diviso

di Giampiero Cocco
Le disfunzioni nella Asl: il reparto otorino diviso

La “provvisoria” chiusura dell’area degenza è diventata definitiva da un anno Le stanze sono vuote mentre i pazienti sono ricoverati due piani più in basso

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TEMPIO. Doveva essere una soluzione temporanea, per sopperire alla carenza di personale infermieristico e per garantire il turn over nel periodo feriale. Ma in Italia ciò che è provvisorio diventa stabile, immutabile nel tempo. Accade all’ospedale civile “Paolo Dettori” di Tempio, il secondo presidio sanitario della Gallura, dove tre reparti di degenza – otorino, chirurgia e ortopedia – sono stati “riuniti”, dall’estate scorsa, e tali rimarranno per chissà ancora quanto tempo. La situazione più grave si registra nel reparto di otorinolaringoiatria, i cui ambulatori medici sono situati al sesto piano mentre i pazienti d’ogni età, sesso e perché no, religione, sono ricoverati, in una imbarazzante promiscuità da terzo mondo, nella reparto chirurgico al quarto piano. Vale a dire in stanze a quattro letti dove, insieme ai bimbi ai quali magari sono state tolte le tonsille, sono ricoverati pazienti operati alle emorroidi. Con buona pace per il tanto strombazzato diritto alla privacy, ignorato in ogni stanza del nosocomio tempiese. E dire che il reparto di degenza del reparto di otorino era stato ristrutturato e completato nell’agosto scorso, con nove mesi di ritardo rispetto i tempi previsti dalla direzione della Asl. Impianti di climatizzazione rinnovati, stanze a due letti e una più funzionale distribuzione degli ambulatori, separati dall’area di degenza, per garantire riservatezza e riposo ai ricoverati. Per gestire il tutto, sotto il profilo paramedico, basterebbero due infermieri. Mai assegnati all’otorino dell’ospedale di Tempio, un reparto che resta chiuso anche se nei sette anni precedenti ha avuto una crescita continua di ricoveri e interventi, il 33 per cento dei quali provenienti da altre Asl. Tanto per fare i conti nelle tasche della ormai quasi defunta azienda 2, significa che l’arrivo di pazienti da sottoporre a ricovero e intervento da altre Asl del territorio e della penisola sono danaro contante per le casse aziendali. Ma tant’è, pur di affossare quello che era uno dei fiori all’occhiello della sanità locale, con sette professionisti in servizio e ben trecento interventi programmati per il 2016, alla Asl gallurese si sono inventati il blocco chirurgico polifunzionale, chiudendo il reparto. Una boiata pazzesca l’avrebbe definita il ragionier Ugo Fantozzi, anche perché il blocco chirurgico, nel quale sono impegnati ben 10 professionisti, tarda a decollare per mancanza di...anestesisti. L’assessore regionale alla sanità Benedetto Arru, interpellato in proposito, rimanda la soluzione del problema alla ormai prossima «riorganizzazione generale della Asl unica». Nel frattempo i pazienti dell’otorino fanno la spola tra il quarto e sesto piano per le medicazioni. Incrociando le dita affinchè non sopravvengano complicazioni, come un improvvisa emorragia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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