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Olbia

Pennelli e colori per raccontare “I legami”

Pennelli e colori per raccontare “I legami”

Progetto di integrazione tra pazienti psichiatrici e gli alunni dell’Artistico: realizzate undici opere

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OLBIA. Pennelli e colori per raccontare “I legami”: quelli affettivi, ma anche quelli con la natura, con l’ambiente, con gli animali, con la musica. “I legami” è titolo del progetto di arte pittorica e plastica, frutto della collaborazione tra la casa famiglia per pazienti psichiatrici dell’Asl 2 di Olbia, il centro diurno del Csm (centro di salute mentale), e il Liceo artistico di Olbia (sede staccata del “Fabrizio De Andrè” di Tempio). Tema che è anche l’obiettivo del progetto stesso: creare un legame, appunto, tra i pazienti psichiatrici e gli studenti, un momento di aggregazione e di socializzazione volto all’integrazione sociale degli utenti delle due strutture riabilitative della città.

Il progetto è stato voluto dalla cooperativa sociale Seriana 2000 che gestisce la casa famiglia di via Palladio, dove attualmente sono ospitati undici pazienti. Tutti, per mesi, hanno indossato i panni degli artisti, affiancati dagli alunni del liceo artistico: cinque per ogni paziente. Ogni gruppo di lavoro ha realizzato la sua opera, materializzando attraverso la pittura e la scultura, il proprio concetto di legame. Un’idea sviluppata sulla tela che ha dato vita a 10 dipinti e un plastico: belli e di grande interesse, ognuno con la sua storia da raccontare, nata dall’ispirazione dei pazienti psichiatrici.

«Mi sono sempre piaciuti gli animali – spiega un ospite della casa famiglia – Nel quadro “Gli opposti”, ha raccontato, con l’aiuto del gruppo di lavoro, il legame tra il leone della savana e la tigre siberiana, quindi, il legame tra il caldo e il freddo, e quello tra le due specie animali e la natura circostante». Ma c’è anche “La musica che unisce”, i “Volti misti”, l’abbraccio tra “Il sole e la luna”, l’Amicizia, per citarne alcuni.

Ogni quadro è un progetto condiviso: emblema dell’aggregazione, obiettivo del laboratorio. A illustrare l’iniziativa, nell’aula magna nel Liceo artistico di Poltu Quadu, alla presenza di tutti gli alunni della scuola, sono stati lo psichiatra dell’Asl di Olbia Giangaspare Tusacciu, il direttore del centro di salute mentale Ehrhart Amadeus, il direttore tecnico della cooperativa sociale Seriana 2000 Alessandro Pedrelli, la dirigente del liceo artistico Chiara Demuro, e l’assessore ai Servizi sociali Rino Piccinnu. A raccontare la loro esperienza, una rappresentante degli studenti, Gaia Cucciari, e un rappresentante degli utenti della casa famiglia e del centro diurno, Luisella Balletta.

Le 11 opere realizzate dai 33 artisti resteranno esposte per tre giorni al liceo artistico, poi, come annunciato dall’assessore Piccinnu, la mostra sarà allestita al refettorio, in via della refezione (traversa di Corso Umberto). (t.s.)

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