La Nuova Sardegna

Olbia

Lite per l'eredità ad Arzachena, sotto accusa cinque badanti

di Giampiero Cocco
Una veduta di Arzachena
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Una veduta di Arzachena

Denuncia in Procura dopo la morte di un anziano possidente. I parenti: si tratta di circonvenzione di incapace 

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ARZACHENA. Le disposizioni testamentarie di un anziano possidente di Arzachena, morto alla fine dello scorso mese di marzo, sono state messe in dubbio dagli eredi naturali, che hanno denunciato i cinque “badanti” del morto citati nel testamento e ai quali è andato un patrimonio, tra immobili è contanti, di oltre un milione di euro. La denuncia per la presunta circonvenzione di incapace dell’anziano, che era rimasto vedovo nel 2012, è stata presentata nei giorni scorsi negli uffici della procura della Repubblica. A ricorrere ai magistrati inquirenti sono stati una decina di cugini e nipoti che si sono visti soffiare sotto il naso una eredità di tutto rispetto a favore di un amico dell’anziano possidente, della moglie rumena e di tre donne che, stando alla denuncia, si presero cura dell’anziano arzachenese non consentendo a nessuno, che non fosse della ristretta cerchia di amici, di avvicinarlo. Gli avvocati Paola Puddu e Bruno Cuccu, mettendo nero su bianco il racconto dei loro assistiti (dieci tra nipoti e cugini del morto) hanno descritto un quadro alquanto fumoso degli ultimi anni dell’anziano agricoltore, che nella sua attività lavorativa aveva messo da parte una cospicua somma di danaro custodita in libretti al portatore e conti correnti bancari, oltre a possedere terreni, ville e abitazioni ad Arzachena, Cannigione, Porto Cervo e Palau. L’uomo, che sarebbe stato sofferente di diverse patologie che da anni ne minavano il fisico e la psiche dopo un ictus che lo aveva colpito dopo la morte della moglie, avvenuta alla fine del 2012, sarebbe stato accudito da un conoscente, dalla moglie romena di quest’ultimo e da altre tre donne, tra le quali due nipoti. Stando alla denuncia l’uomo sarebbe stato confinato dentro casa, senza poter più essere avvicinato da nessuno, ed avrebbe cambiato di recente le precedenti disposizioni testamentarie a favore dei cinque che lo accudivano. Nessuno, stando alla denuncia, neppure i parenti più stretti, poteva incontrare il possidente. Da qui i dubbi avanzati dagli eredi naturali sulla capacità di intendere e volere dell’uomo, il quale aveva recentemente revocato lo storico medico di famiglia, che conosceva a menadito ogni sua patologia. Il dubbio che possa essere stato indotto a lasciare il suo patrimonio al gruppo di “badanti” che si sono occupati di lui negli ultimi due anni si è insinuato nei diseredati, sino alla denuncia penale. Ora il caso è al vaglio degli uffici inquirenti ai quali è stato sollecitata la sospensione delle disposizioni testamentaria, in attesa che la vicenda venga chiarita. Sempre ad Arzachena, una decina di anni fa, una giovane romena venne designata come l’erede universale di un ingente patrimonio immobiliare da parte di un anziano possidente al quale aveva fatto da badante per diversi anni. Anche in quel caso i parenti del defunto presentarono una denuncia ipotizzando la circonvenzione di incapace, ma gli accertamenti della procura della Repubblica si conclusero con una archiviazione in quanto l’uomo, morto a 84 anni, era in grado di intendere e di volere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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