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Olbia

Buona scuola e Invalsi: pochi “no”

Buona scuola e Invalsi: pochi “no”

Manifestazione di protesta sottotono per il Collettivo autonomo studentesco

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OLBIA. Hanno disertato le prove Invalsi e manifestato il proprio dissenso contro la “Legge 107” o “Buona Scuola”. Ma il Collettivo autonomo studentesco Olbia è riuscito a portare in piazza sì e no una cinquantina di studenti, «colpa dei dirigenti scolastici che hanno cercato di bloccare la manifestazione minacciando provvedimenti nei confronti degli alunni che si sarebbero assentati dalle prove Invalsi in programma oggi nelle classi seconde superiori», ha spiegato ieri mattina in piazza Mercato, Federico Giugni, studente della Maddalena e componente del Collettivo studentesco. Il corteo programmato è saltato. I ragazzi si sono limitati ad approfondire i motivi della protesta in un’assemblea in piazza. «Protestiamo contro la “Buona scuola” – ha detto Giugni – perché siamo contrari a una scuola che è sempre più un’azienda, con presidi che decidono chi assumere, e scuole obbligate a cercare finanziamenti dai privati tramite gli school bonus a causa dei tagli dello Stato. Siamo contro l’alternanza scuola-lavoro che toglie tempo allo studio con attività non retribuite e talvolta non inerenti all’indirizzo scelto». Infine, no alle prove Invalsi: «Questi test – ha detto – ignorano completamente le diversità che ci sono tra le varie scuole e regioni italiane. È inconcepibile come il ministero pretenda di decidere, tramite dei test a crocette, il livello dell’apprendimento degli studenti». Di parere opposto, i dirigenti delle superiori. In una nota espirmono «preoccupazione e dissenso verso comportamenti che ritengono irresponsabili e immotivati, finalizzati al boicottaggio delle prove Invalsi. Lo scopo dei test è quello di misurare lo stato della scuola italiana e se esistono differenze tra scuole, aree geografiche e contesti socioculturali al fine di porre in atto interventi migliorativi a livello centrale e a livello di singola istituzione scolastica. In particolare, permettono alle scuole di analizzare la situazione dei livelli di apprendimento dei propri studenti, al fine di mettere a punto strategie di miglioramento nell’azione formativa e didattica. Ritemiamo anacronistico e controproducente ostacolare questo processo». (t.s.)

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